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Zibido S.Giacomo: nasce il Musa, Officina del Gusto e del Paesaggio

ZIBIDO SAN GIACOMO – Se ne sta lì, a fianco d’una strada ad elevato scorrimento, trasmettendo di primo acchito un’idea di passato. Di orgoglio. Di storia.
Le campagne, attorno a Zibido San Giacomo, spuntano ancora oggi rigogliose. D’estate assumono i colori di una tavolozza splendidamente assortita. La conurbazione, la crescita sfrenata dell’edilizia che ha segnato il primo e secondo Dopoguerra, ha come per miracolo (o forse no) risparmiato questa enclave nel Parco Agricolo Sud. A ricordare, a ricordarci, che la “cultura” del progresso illimitato, travolgente, senza legami, senza tradizioni, senza ricordi, ha già fatto abbastanza danni.
E allora il Comune di Zibido, assieme ad altri e importanti partner (Regione Lombardia, Fondazione Per Leggere, Fondazione Cariplo, Università degli Studi di Milano, Politecnico di Milano e Università degli Studi di Pavia), decide – dopo una lunga e complessa gestazione – di aprire un luogo recuperato nell’architettura e nell’anima.
Nasce così, sotto auspici quanto meno ambiziosi, il MUSA, Officina del Gusto e del Paesaggio, ospitato negli spazi del Museo Salterio a Zibido, in via Alzaia Naviglio Pavese 5.
“MUSA è un altro tassello dell’importante mosaico civile che insieme stiamo costruendo, e che viene messo a disposizione della comunità nella sua accezione più grande”, spiega Piero Garbelli, sindaco di Zibido. “Grazie a MUSA abbiamo restituito Salterio agli abitanti di Zibido San Giacomo e del Parco Agricolo Sud Milano. MUSA è molte cose: ‘Officina del gusto e del paesaggio’, contenitore culturale, un progetto aperto che si arricchirà del contributo di tutti, soprattutto delle future generazioni, che qui potranno ritrovare ed esplorare le proprie radici e formarsi per affrontare le nuove sfide che il mondo di oggi presenta a ciascuno di loro”.
Uno spazio polifunzionale dedicato, peraltro, a uno dei temi maggiormente dibattuti oggigiorno: “Occuparsi di alimentazione e paesaggio”, continua Garbelli assieme alla dottoressa Gabriella Fontana del Comune di Zibido, che ha seguito anch’essa l’iter di MUSA passo dopo passo, “significa dedicarsi al benessere delle persone e dell’ambiente, in un quadro di sostenibilità vera fatta di cooperazione con le aziende agricole e con altri enti e istituzioni, ma soprattutto con i nostri cittadini, i veri possessori di MUSA”. Un’aspirazione pienamente armonica con un contesto territoriale ancora fortemente connotato dall’agricoltura. D’altro canto, come ci ha ricordato Wendell Berry, ‘mangiare è un atto agricolo’.
MUSA nasce nel mezzo del contesto più difficile che Comuni ed enti locali, territoriali ‘latu sensu’, vivono da decenni. Ma che a Zibido non temono affatto. “Siamo pienamente coscienti del fatto che MUSA fa rima con sfida”, aggiunge il sindaco Garbelli.
“Più nel profondo, MUSA è la realizzazione nei fatti di una lucida, coraggiosa e tenace utopia. Che si nutre di domande, anzitutto: che vale oggi la storia di un borgo medievale, di una cascina, nel rispetto di chi ci ha vissuto, parlato, camminato, prodotto cultura? Che vale conservare un paesaggio, un fiume, un ruscello? Anche quelli sono valori della tradizione. L’uomo non è fatto solo per produrre e consumare; l’uomo è anche pianta, albero-figlio della terra, della sua terra. La città a misura d’uomo. Ancora, l’uomo e il rispetto della sua complessa unicità”.
Grazie a MUSA, l’obiettivo è superare la lunga e complessa fase della Storia che ci ha portato alla perdita di identità. Tornare Comunità. Tornare “memoria”.

In questa missione Fondazione Per Leggere ha creduto fin dall’inizio, curando la creazione della biblioteca tematica, il primo luogo che accoglie il visitatore all’ingresso del MUSA, sia nella progettazione degli arredi che nella formazione delle raccolte documentarie. Un patrimonio da arricchire grazie alla partecipazione delle comunità.
La Fondazione ha condiviso con i partner di progetto la sfida e oggi è impegnata a diffondere tra gli utenti delle biblioteche, grazie ai suoi canali di comunicazione, la voglia e la curiosità di fare tappa a Moirago e scoprire questo contenitore di saperi e pratiche decisamente all’avanguardia, anche nell’utilizzo e nell’applicazione delle nuove tecnologie: da non perdere la sala multimediale che il sapiente allestimento a cura del Politecnico di Milano quasi trasforma in esperienza “multisensoriale”.
Si potrebbe dire che l’ecologia, intesa nel senso di un utilizzo più equo ed equilibrato delle risorse naturali, debba fare rima con la giustizia sociale. Lo sfruttamento rapace e indiscriminato, nel nome del business elevato a nuovo idolo dei giorni nostri, delle risorse della terra si lega in maniera indissolubile alle ingiustizie sociali sempre più macroscopiche. MUSA, un crogiolo di passioni divenute materia viva, tangibile, diviene dunque un tentativo di contrapposizione alla tendenza storica in atto; una sfida capace di produrre un’etica sociale che prevalga sui movimenti ciechi dell’economia. Un’etica che è chiaramente il frutto della ragione e deve sempre garantire la libertà dell’individuo all’interno della comunità. Carlo Petrini dice spesso che “uno dei problemi più grandi di oggi è la perdita del valore simbolico dei cibi. Sono diventati commodities, beni di consumo senza anima”. Ecco, MUSA nasce anche per questo: ridare dignità- e valore- all’etica e al senso più profondo- e radicato- dell’agricoltura, come elemento fondante delle nostre (troppo spesso) smemorate comunità. “E se siamo arrivati a questo punto, superando anni di ostacoli e di difficoltà nella lunga fase preparatoria e realizzativa del progetto, non intendiamo certo fermarci”, conclude Piero Garbelli.

(*comunicato a cura di Ticino Comunicazione, ufficio stampa di Fondazione Per Leggere)

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