Ward Davis – “Live from an Undisclosed Location in Hays Kansas” (2022). By Trex Roads

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Ormai lo avrete capito se frequentate questa rubrica da un po’ di tempo: il country è pieno zeppo di storie incredibili. Storie tragiche, storie dure, vite che spesso sprofondano e poi rinascono, ma a volte storie davvero folli e divertenti.

Ecco amici, oggi vi parlerò di una delle storie che ha tenuto incollato i fans della musica country indipendente ai social, più di ogni altra, negli ultimi anni.

 

Ve ne parlerò ovviamente per sommi capi, ci vorrebbero pagine e pagine di racconto, ma se volete poi approfondire, trovate tutto in rete e se masticate un po’ di inglese non rimarrete delusi.

Tutto cominciò nel 2017 in un posto chiamato Hays in Kansas, una piccola cittadina a metà strada fra Kansas City e Denver in Colorado.

Il tour del “Re degli Indipendenti”, Cody Jinks, dopo la tappa in Colorado si stava esibendo proprio lì. Tenete a mente il “dopo la tappa in Colorado”.

Con il grande Cody, in tour c’era anche uno degli artisti dal talento più incredibile degli ultimi anni: Ward Davis (per quelli che hanno letto il mio libro “L’Ultima Ballata del Lupo”, ora sapete dove ho preso il nome di battesimo di uno dei protagonisti, ndr).

Finita la sua esibizione e verso la fine di quella di Jinks, Ward se ne stava appoggiato al suo van a fumare una sigaretta in pace, mentre all’interno del veicolo la sua band si stava rilassando pensando forse di essere ancora in Colorado (per chi non lo sapesse laggiù la marjuana è legale).

In quel preciso istante un poliziotto della città di Hays decise che era il momento giusto per controllare e bussò alla porta del van.

 

Tutti giù dal van e perquisizione: morale della favola il bassista della band e il buon Ward Davis arrestati, fatti salire in auto e portati in tutta fretta alla centrale di Polizia (che per inciso era a 45 secondi in auto dal luogo del concerto), mentre Jinks uscito in quel momento aveva cominciato ad insultare pesantemente i poliziotti.

Cauzione pagata, erba prima buttata per paura di essere di nuovo fermati, ma poi recuperata e finita in tutta fretta e una storia fantastica da inserire in qualche nuovo pezzo.

Finita qui? Assolutamente no! Il bello iniziò proprio in quel momento e tutto grazie alla ironia e genialità di Davis.

Iniziò a inserire battute e prese in giro sotto ogni singolo post degli ufficiali di Polizia di Hays: non gli lasciò tregua.

Prima battute taglienti con risposte sempre pronte, fino anche al ringraziamento da parte del Dipartimento per aver condiviso una campagna per un’iniziativa benefica, che gli è valso la divertentissima “carta esci gratis di prigione” postata dalla Polizia.

Lo scambio durò parecchi mesi fino a che lo stesso Davis presentò domanda per essere assunto al Dipartimento e alla fine la battaglia ebbe due vincitori: come si dice se non puoi batterli, unisciti a loro.

La storia che ho brevemente riassunto ha portato Ward Davis a organizzare e registrare un live proprio qui e, amici, vi posso dire che, sul finale di questo 2022, arriva uno dei più bei live di questi ultimi anni, sicuramente a livello di Red Rocks Live del suo amico Jinks e di Live from the Desert di Shane Smith and the Saints.

L’artista è forse uno dei più completi e poliedrici che la musica americana abbia prodotto in questi anni: grande cantautore, chitarrista, poeta e pianista. Un artista a tutto tondo, che fa dell’intelligenza e ironia una ragione di vita.

Il live è una scarica di energia e talento che difficilmente dimenticheremo, 17 pezzi che sembrano uno, un monolite di musica d’autore senza pause, senza cali e, anzi, arricchito dalle battute e dai brevi racconti di un vero genio.

Si inizia con la sua Papa and Mama, sferzate di chitarra e la sua voce intensa e potente: una partenza col proverbiale botto. Un treno che non si fermerà più.

Dovrei citare ogni pezzo, doveroso farlo con la meravigliosa cover di Waylon Jennings, Are You Sure Hank Done It This Way?, con il ringraziamento ai suoi numerosi fans, nonostante la sua musica non venga passate dalle radio mainstream di Nashville e dai suoi pomposi (ed inutili) concorsi. Un manifesto, un pezzo che è tutto quello che gli artisti indipendenti sono e rappresentano per migliaia (milioni forse) di appassionati in giro per il mondo. Outlaw di nome e di fatto.

Il live potrebbe fermarsi qui e sarebbe già stupendo, ma proseguendo raggiunge livelli di energia e qualità inarrivabili per la maggior parte degli artisti oggi nel music business.

Segue un trittico di pezzi che Davis ha scritto assieme a Cody Jinks e provenienti proprio da dischi di Jinks. I brani sono versioni pazzesche ed energiche, il suo gemello musicale sarà orgoglioso di queste versioni a livello delle sue.

Dai lavori di Cody Jinks, esegue anche un’altro pezzo co-scritto che è uno dei più belli per chi vi scrive della discografia del texano e cioè I’m Not the Devil. Amici che versione! Amici che voce!

Quando sento cantare e suonare Ward Davis il mio pensiero va ad un altro musicista dal talento incredibile che non ci ha lasciati da molto e cioè Tom Petty (di cui esegue una stupenda cover, Time to Move On), le sue sonorità, la sua energia e la sua poesia sono molto simili.

Meravigliose 15 Years in a 10 Year Town e Old Wore Out Cowboys, tratte dal suo primo EP, due pezzi intensi, poetici e dalla potenza espressiva incredibile.

Il medley di due cover così diverse come Right Here Waiting (di Richard Marx) e Freebird (dei Lynyrd Skynyrd, forse uno dei più bei pezzi della storia delle musica rock), è pura arte e fuoco. Solo uno con un talento sconfinato poteva pensarci e riuscirci, poi gli assoli devastanti alla fine sono la classica ciliegina su questa meravigliosa torta.

Un live che sprigiona energia e poesia, Ward Davis è probabilmente uno dei più sottovalutati artisti che la musica americana abbia prodotto negli ultimi anni, uno che meriterebbe di sedersi al tavolo dei grandi e in questo concerto mostra al mondo cosa sia davvero la musica country e le sue storie. Una storia che potrebbe diventare un libro o un film, ma che ora è un grandissimo live album come non se ne sentiva da tempo.

La musica di Ward Davis è sorriso, energia, poesia e sentimento; una bellezza che consiglio a tutti di scoprire e quale maniera migliore di farlo che ascoltarla dal vivo nella città dove ormai Ward Davis è per tutti “lo Sceriffo di Hays, Kansas”?

 

Buon ascolto,

Claudio Trezzani by Trex Roads  www.trexroads.altervista.org

(nel blog trovate la versione inglese di questo articolo a questo link: https://trexroads.altervista.org/live-from-an-undisclosed-location-in-hays-kansas-ward-davis-2022-english/

 

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