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Virus, Gallera: ‘Abbiamo 900 posti in terapia intensiva, presto 40 milioni per gli ospedali’

Galli (Sacco): 'Servono più risorse'

 

MILANO – “La Regione Lombardia ha un buon numero di terapie intensive, 900, ne avevamo destinate ai pazienti con coronavirus 121, stiamo recuperando in queste ore altri 50 posti, approntando ventilatori portatili in ex blocchi operatori, poi abbiamo chiesto un aiuto al privato accreditato, che sta rispondendo molto positivamente, già oggi c’è una riunione operativa dei direttori sanitari che ha lo scopo di individuare altre terapie intensive. E ora stanzieremo 40 milioni di euro per il potenziamento dei nostri ospedali. Il sistema c’è, è un sistema che sta reagendo molto bene, ampio e solido. È chiaro che questo incalzare così imponente della malattia ci sta mettendo a dura prova”. Lo ha detto a Sky TG24 l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera.

 

 Servono “piu’ risorse dedicate” all’emergenza coronavirus. Lo ha detto a Sky TG24 Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, rispondendo ad una domanda su cosa chieda al Governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. “Ritengo – aggiunge Galli – ci voglia piu’ chiarezza nella comunicazione e definizione di casi, questa cosa e’ molto migliorata negli ultimi giorni, non dobbiamo dare in nessun modo adito all’estero di far pensare che nascondiamo i casi o ritagliamo la loro definizione”.  Per l’infettivologo del Sacco “e’ evidente che abbiamo una condizione di epidemia che interessa soprattutto una parte del Paese ma minaccia di interessarne anche altre, sulla questione dei casi dobbiamo essere chiari. Dobbiamo poi avere sicuramente piu’ risorse dedicate. Anche se sembra che si voglia fare la questua quando c’e’ un’emergenza, non e’ cosi'”. Galli ha poi sottolineato: “Credo che soprattutto in Lombardia serva poter avere piu’ personale addestrato, bisognera’ avere una serie di iniziative per poter addestrare il personale, e credo che si debba arrivare ad avere delle strutture che possano ospitare persone con una infezione lieve, che non va avanti come progressione di malattia, ma che non possono con sicurezza essere messe in quarantena a casa loro”.
Questa, conclude, “e’ anche un’occasione per trarre informazioni e fare ricerca, i programmi di ricerca vanno sostenuti. Dobbiamo pensare anche a questo, perche’ la ricerca, sia sul versante della terapia, di un vaccino, sia sul versante di poter capire di piu’ sulle dinamiche di questo virus. Tutto questo e’ decisamente importante e merita un supporto”.
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