Magenta, Villa Naj Oleari terzo atto: la riflessione di Enzo Salvaggio e stavolta il Koala s’incazza ancora di più…..

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MAGENTA Nuova pagina nello scontro tra l’ex Assessore Enzo Salvaggio e il Vice Sindaco del primo decennio dell’epoca di Luca Del Gobbo Sindaco (2002-2012) sulla decisione della Sovraintendenza di far abbattere i panelli della recinzione di Villa Naj Oleari.

Salvaggio parla di un epilogo triste. Eccovi il testo integrale del suo post che ha fatto “incazzare” ancora di più il Koala Marco Maerna.
“La ricostruzione che partirà fra qualche giorno, come ha annunciato il Sindaco Luca Del Gobbo delle mura della Villa Naj è una ferita al disegno di città che lui stesso aveva lanciato con l’Assessore Marco Maerna nel 2007.
 Tutto parte da un piano urbanistico che prevedeva, a carico dell’operatore, oltre un milione di euro di opere da eseguire ancor prima che lo stesso privato completasse l’intervento immobiliare. Intervento, come vediamo attraversando la via Novara, che non partì mai. Dopo l’inaugurazione, durata poche ore, ci furono una serie di ulteriori lavori e migliorie. La stessa sovrintendenza interessata, come per ogni costruzione da vincoli di sua competenza, venne a Magenta ed è qui che iniziarono le difficoltà.
Più volte quando ebbi l’onore e l’onere di amministrare la città fui bollato di incapacità da chi, anche a ragione, vedeva un’opera, che appariva finita, non poter essere vissuta dalla comunità (per anni furono presenti transenne e nastri incomprensibili alla cittadinanza). Devo dire che fu difficile arrivare nel 2016 almeno al collaudo della piazza ma per quanto riguarda le vetrate la strada era in salita. Ricordo ancora uno degli ultimi tentativi nel sottoporre alla sovrintendenza dei manufatti che avrebbero portato al mantenimento della vetrata senza però avere un assenso definitivo ma assicuro di aver provato e sostenuto gli sforzi della parte tecnica per il mantenimento degli stessi.
Sostanzialmente, per entrare nel merito, la sovrintendenza giudicava sbagliata la demolizione della cinta muraria della villa che garantiva la separazione della stessa, dalla città. L’esatto opposto, però, di quanto previsto dall’intervento. Non entro nel merito dell’estetica anche se devo dire che a me piacque molto l’idea dei vetri. Sinceramente non so cosa accadde durante l’Amministrazione Calati e se continuò il carteggio ma oggi ci sono due cose che si possono dire guardando il futuro.
La prima è nelle mani dello stesso sindaco che ebbe l’intuizione della vetrata insieme al suo vice Marco Maerna (oggi ancora impegnato politicamente e che nel 2012 mi negò, a differenza di Tino Viglio, un vero signore, il passaggio di consegne e forse sarebbe stato utile per capire di più e prima molte cose). Il Sindaco, oggi, preso atto del parere perentorio della sovrintendenza che lui stesso ha annunciato, potrebbe non cedere supinamente e cercare con tutti gli strumenti che la pubblica amministrazione ha di ribaltare il parere della sovrintendenza. Se si fosse convinti del proprio operato serve dimostrare che tutto è stato realizzato in maniera bella, buona e anche giusta.
Oggi Marco Maerna ti invito quindi a sostenere la tua tesi (che serve convincere la sovrintenda di aver preso un abbaglio?) invitando l’attuale Sindaco e impegnandoti in prima persona in una scontro con la Sovrintendenza soprattutto per dimostrare quanto sia stata giusta la scelta di quelle opere e giusto il percorso fatto per la realizzazione delle stesse. Questo tipo di strada, inoltre, eviterà che soldi pubblici, che avrebbero dovuto portare un beneficio come quello delle vetrate, in fin dei conti ritorni ad essere un muro (che esisteva anche prima dell’intervento economico con risorse pubbliche). Io stesso, come ho scritto ho lavorato per il mantenimento delle stesse anche sè quella non fu una mia scelta e mi è spiaciuto leggere il tuo scritto pieno di pregiudizi (non mi ero neppure espresso sulla vicenda e neppure penso di poter dare lezioni).
La seconda cosa che si può fare, sulla quale ci impegneremo tutti (lo spero) dentro e fuori al consiglio comunale ovvero lavorare sulla progettualità di Villa Naj e il suo Parco. Servirà fare di tutto per salvaguardare la destinazione attuale della villa e la fruibilità del Parco per renderla davvero un gioiello in mano di tutta la comunità. Oggi a Magenta servono verbi che abbiano il sapore del futuro e persone capaci di assumersene la responsabilità.
Guardare lo specchietto retrovisore e raccontare quanto fosse bello il paesaggio può servire a passare delle belle serate fra i propri ricordi ma per la città del domani serve a poco.

 

E IL KOALA S’INCAZZA ANCORA (E DI BRUTTO…)

 

“Domenica ora di pranzo ennesimo sproloquio… Di Enzo Salvaggio… Che torna sulla vicenda della recinzione di Villa Naj Oleari. Quante “miXXXte”… – io lo dico!
Ma andiamo con ordine: io ho votato Marco Invernizzi nel 2012 e, al passaggio di consegne, ero già fuori da un anno.
Il progetto su quel parco e quella piazza era ai tempi unico, rivoluzionario per Magenta: una lettura del progetto confermata anche da persone di parte (PD) che ragionano e non parlano per gruppi e fazioni.
Caro Enzo, hai fatto 5 anni a rincorrere le cacche dei cani su fb ma non hai avuto il tempo né l’attenzione per nessuno dei grandi progetti di cui la città aveva bisogno. Non sei riuscito a fare l’assessore hai fatto il “cronista del quotidiano”… E i cittadini lo hanno capito!
Ora io sono un cittadino semplice senza ruoli né incarichi.
Ho votato Silvia Minardi e sono certo che nei prossimi consigli comunali Silvia troverà il modo per sollecitare il Sindaco a difendere, nelle sedi e nei modi opportuni, il progetto.
E questo va fatto non per Maerna, Del Gobbo o Salvaggio. Ma per la città!”
Una risposta indubbiamente piccata che alza ancora i toni dello scontro. La sensazione è che di questa benedetta recinzione ne sentiremo parlare ancora a lungo…..
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