Vigevano Malpensa: ultima fermata per una politica credibile

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    Dopo la sentenza del TAR di qualche settimana fa, si è riacceso il dibattito attorno alla Vigevano Malpensa, ossia, la bretella che dovrebbe congiungere la Lomellina e, più in generale l’est Ticino, con l’A4 e Milano Torino (casello di Marcallo Mesero) e, contemporaneamente andare a risolvere una serie di problemi storici alla viabilità locale. Solo due anni fa sembrava tutto fatto, poi, i ritardi, quindi i silenzi e infine, la doccia gelata dei Giudici Amministrativi. E’ così che attorno a questo tema è tornata a montare la polemica politica. Solo sabato scorso, a Robecco sul Naviglio, sono arrivati i big del centrodestra a trazione Lega, per rivendicare la strategicità dell’opera anche in vista delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Stamani stesso cliché con il centrosinistra, qui a trazione PD, che propone nuove soluzioni, sostenendo che il progetto sia vecchio e ormai inadeguato. Seguiamo questa tormentata vicenda dalla fine degli anni Novanta, ovvero, da quando abbiamo iniziato a fare i cronisti.

    E scusate la battuta ma qui ci viene servita su un piatto d’argento: qualsiasi progetto diventa vecchio e inadeguato davanti a questa politica fatta solo di parole. Non siamo, come ben sapete, dei fans dell’antipolitica. Tutt’altro, così come siamo dei sostenitori sin dall’inizio della necessità di quest’opera infrastrutturale, a patto, naturalmente, che sia moderna e sostenibile.  Oggi davanti a questa stucchevole querelle c’è da restare basiti. Comunque la si guardi. Perché da un lato c’è un centrodestra  – che governa in Regione Lombardia da oltre vent’anni e che di recente è stato anche al governo con la Lega insieme ai 5 Stelle, con esponenti di spicco proprio di questo territorio che avrebbero dovuto vigilare e sorvegliare che il progetto andasse avanti…. – che adesso ci parla di storture burocratiche e di un sistema da cambiare. Già ma il sistema chi lo dovrebbe cambiare se non la politica? Perché diversamente la politica diventa inutile se non è in grado di offrire risposte tangibili ai cittadini e modificare quello che non funziona.

     

    Razzano e Pietro Bussolati

    Dall’altra parte abbiamo un PD quanto meno camaleontico ma che ultimamente pare aver trovato la quadra.  Oggi è stato proposto il progetto avanzato dalla Città Metropolitana con il potenziamento e ammodernamento della vecchia Abbiategrasso Milano Baggio e una serie d’iniziative meno impattanti per sistemare la circolazione locale. Il PD sostiene che sia possibile lavorare ad un’ipotesi meno impattante della Vigevano Malpensa con la convocazione da parte della Città Metropolitana di un tavolo tecnico politico entro i primi di marzo. Vedremo e speriamo in bene. Di certo siamo convinti che la Vigevano Malpensa sia diventata l’ultima fermata per una politica ancora credibile. Ovviamente speriamo di essere smentiti sonoramente ma questo territorio, i suoi cittadini, le sue aziende che hanno bisogno di collegamenti veloci, non possono continuare ad assistere inermi a questo spettacolo. Avere strade che risalgono agli anni ’50 e paesi senza circonvallazione è la prova provata di un fallimento su tutti i fronti.  Gli alibi sono finiti. Non si può più attendere.   

     

    F.V. 

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