Vigevano Malpensa, ‘Quelli del Si”: adesso basta. Dato shock: “Ogni anno che non si fa la strada il territorio perde 162 milioni di euro !”

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    MAGENTA – Si è da poco conclusa conferenza di quelli del SI’ con i sindaci di Magenta, Abbiategrasso, Robecco,  Ozzero e Vigevano. Con loro a dar man forte anche il presidente locale di Assolombarda Umberto Cereghini.

    “Non accettiamo che ci sia l’idea ventilata a Roma di fermare l’opera e di far ripartire da zero il progetto. Non ci stiamo al progetto di Città Metropolitana, che peraltro, era stato solo tratteggiato. Questa è un’opera strategica, primaria, inserita da Regione Lombardia nelle infrastrutture per Milano Cortina 2026. Ci sentiamo profondamente presi in giro. A questo punto – ha proseguito Chiara Calati  – abbiamo scritto al Ministero per avere un incontro immediato. Noi non ci fermeremo mai. Stiamo subendo dei danni di ordine economico sociale al quanto elevati. Abbiamo manifestazioni d’interesse, ma non conoscendo i tempi dell’infrastruttura, queste sono bloccate.  E questo è certamente grave in una fase post pandemia.”

    Andrea Sala sindaco di Vigevano, è partito dalla questione del Ponte sul Ticino, la stazione appaltante è la Provincia di PV, c’è stato qualche problema, ma il ponte alla fine si farà. “Ebbene, questo ponte dove sono stati investiti 51 milioni di euro ha una sua ratio solo se si fa la Vigevano Malpensa. Il problema è che qui c’è una volontà politica che va contro qualcosa di ben definito. Se dovesse essere così – ha aggiunto il primo cittadino di Vigevano – ci rivolgeremo alla Corte dei Conti: non possiamo tenerci un ponte che va sul nulla.  Di fatto, di alternative concrete non ce ne sono mai state. Ad ogni azioni corrisponde una reazione – ha ammonito Sala – se le cose dovessero andar in un certo modo, prenderemo le reazioni del caso. Questo progetto è costato centinaia di migliaia di euro, così come abbiamo speso 51 milioni di euro di soldi pubblici per il ponte sul Ticino”.

    Cesare Nai, Sindaco di Abbiategrasso è partito dalla sentenza del tribunale amministrativo: “Il deliberato non ha mai messo in discussione la bontà dell’opera. Andremo ancora a Roma a muso duro, noi tre anni fa ci siamo presentati agli elettori dicendo sì alla strada. Epperò, ci siamo sentiti presi per i fondelli. Che il Movimento 5 Stelle sia contrario alla strada è un dato di fatto, ma il Partito Democratico cosa dice? Abbiamo un territorio importante che sta soffrendo a livello economico, provate ad andare al di là del ponte sul Ticino in Lomellina. In autunno ci troveremo in una situazione pazzesca. Ditecelo chiaramente che l’opera non la volete. Dire che si vuole un progetto differente, significa dire che non si vuole nulla. Non è accettabile pensare che due poli come quelli di Magenta e Abbiategrasso siano congiunti solo da un ponticello del 1876. A Roma non ci devono più prendere per i fondelli. Oggi abbiamo un ponte dove non possono passare mezzi pesanti superiori a 3 tonnellate e mezzo e costringendo a lunghe code e a percorsi più lunghi anche di 20 km”.

    Guglielmo Villani sindaco di Ozzero ha detto: “Noi rappresentiamo oggi oltre il 90% dei cittadini di questo territorio. Oggi nonostante tutto ci troviamo dinanzi ad un altro miglio. Questo territorio non ha più tempo di aspettare la politica. Perché l’est Ticino sta morendo. Questo territorio ha bisogno di cure, ossia, di nuove infrastrutture. Perdere questo treno è folle. Essere qui a parlarne ancora è un vero assurdo. Questo è l’unico progetto definitivo sulla carta. Noi viviamo il territorio e ci rendiamo conto passo a passo dove stiamo vivendo. Senza attività, non ci sarà più lavoro per nessuno. Abbiamo 200 milioni di euro pronti da spendere. Oggi abbiamo la tratta A e la tratta C in cantiere e dobbiamo portarle avanti – ha aggiunto il Sindaco di Ozzero – ovvio che se poi ci fossero i soldi anche per la tratta B verso Milano, saremmo tutti contenti”.

     

    Fortunata Barni sindaco di Robecco sul Naviglio ha tirato le somme della discussione: “Abbiamo un ponte sul Ticino che doveva essere lì funzionale ad un progetto, ma adesso è inerme. Non si può pensare che tanti soldi possano essere gettati al vento. La seconda questione è l’alternativa che non è mai esistita: parlare di riqualificazione dell’esistente, mi chiedo quale esistente? Si tratta di mettere in atto scelte responsabili. Questo è un territorio che è al collasso, ogni scelta è difficile. Ma il nostro territorio ha bisogno di politiche coraggiose. “Oggi – ha concluso Barni – il nostro territorio ha bisogno di nuovi posti di lavoro e questa è l’unica strada percorribile.  Io mi auguro che il prossimo incontro che abbiamo chiesto con fermezza a Roma, ci porti ad una svolta importante. Diversamente come Sindaci, porteremo avanti azioni di proteste forti.  Qui si tratta di aiutare le famiglie. Sarà il governo che dicendo no, finirà per affamare un territorio”.   “Qual è la posizione del PD locale? Visto che Città Metropolitana continua a dire no al progetto? Evidentemente sono in imbarazzo anche loro, oggi al governo poi con il 5 Stelle c’è il PD” è stata la sferzata di Chiara Calati.

     

    “E’ imbarazzante essere qui a parlare di questi argomenti da 40 anni a questa parte. Nel 2020 trionfa ancora l’Italia dei Comune ha detto Umberto Cereghini responsabile zonale di AssolombardaConfindustria non fa politica, però, deve dare delle indicazioni sul che cosa fare. Questa dall’inizio degli anni 2000 è la terza crisi economica che ci troviamo ad affrontare, però, oggettivamente per chi fa impresa diventa sempre più difficile per crederci. Ormai siamo fuori tempo massimo. Ore e ore in coda portano inquinamento – ha detto Cereghini – il nostro obiettivo è difendere le aziende che ci sono ma poi attrarre di altre. Magari con i soldi che arriveranno dall’Europa potremo fare anche la tratta B. Ma ciò che conta è andare avanti. La tratta Genova Rotterdam passa da qui. Non stiamo parlando del nulla. Abbiamo capannoni dismessi che sono lì pronti per essere riutilizzati.  A noi mancano le infrastrutture – ha concluso il referente di Assolombarda – è una questione di competitività. Dieci anni le aziende che c’erano oggi non ci sono più. Oggi dal primo 1 Giugno in Assolombarda abbiamo anche Confindustria Pavia. Ogni anno perdiamo 162 milioni di euro  se non si fa la strada: questo non lo dico io ma uno studio realizzato proprio dai colleghi pavesi. Una autentica pazzia”.

    F.V.

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