Via Garibaldi: Tino Viglio stronca il progetto della Giunta. “Non all’altezza di una città come Magenta. Bisogna volare alto”

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    MAGENTA – Nuovo atto dei commercianti di via Garibaldi che si oppongono al progetto di riqualificazione della Via Garibaldi con l’utilizzo dell’asfalto rosso Magenta. Ieri sera nel negozio Rossoni Abbigliamento si sono ritrovati alcuni negozianti che sono tra i firmatari dell’istanza protocollata in Comune lo scorso 4 dicembre ma che finora nella sostanza, è stata considerata “irricevibile” dalla Giunta di Chiara Calati.

    La vera novità della conferenza di ieri, però, è stata la presenza dell’Ingegner Tino Viglio, già Assessore alle Opere Pubbliche dell’allora Amministrazione guidata da Luca Del Gobbo, oltre che un ‘addetto ai lavori’ della materia. Insomma un carico da novanta. Viglio, come vedremo, ha smontato pezzo dopo pezzo il progetto dell’Amministrazione attuale sostenendo, viceversa, in toto, le istanze di Rossoni e degli altri commercianti.

    Ma andiamo con ordine. In apertura, Mario Rossoni ha ribadito le ragioni del NO presentando un documento dettaglio che alleghiamo dove con dovizia di particolari, si ripercorre il valore storico della via elencando gli edifici di pregio che vi insistono. vedi link: 

    PRESENTAZIONE conferenza stampa

    “Questa strada è un biglietto da visita per Magenta – ha detto il negoziante – non chiediamo necessariamente il porfido, ma quanto meno, l’utilizzo della pietra. Non certo dell’asfalto color rosso Magenta. Una colata di bitume che certo non ha nulla a che fare con il significato del bello”. 

    A questo proposito, Rossoni all’unisono con gli altri negozianti ha ricordato come in diversi centri cittadini, a cominciare da Milano, stiano nascendo dell’associazioni culturali, il cui obiettivo in primis, è proprio la salvaguardia e il rilancio dei centri storici con la pietra come elemento identitario.

    “Francamente non capiamo perché l’Amministrazione non intenda ascoltarci. Anche perché a noi andrebbe benissimo anche la risistemazione dell’esistente. L’utilizzo dell’asfalto significa rovinare per sempre questa strada, un duro colpo inferto anche alla cultura di Magenta”.  Tra gli altri aspetti che evidenziano una certa incongruenza nel progetto la decisione di utilizzare invece materiale ‘nobile’ per i marciapiedi che sarebbero ulteriormente allargati. 

    Comunque, la mobilitazione andrà avanti. “Abbiamo raccolto 32 firme e siamo pronti ad altre azioni di sensibilizzazione. Non molliamo, porteremo avanti un presidio costante. Anche perché le riunioni avute con l’Amministrazione (per ora solo quella di fine ottobre) sono state delle semplici convocazioni dove ci è stato presentato il prodotto a scatola chiusa”.

    Duro ma estremamente argomentato nel merito l’affondo dell’Ingegner Tino Viglio. “Una Amministrazione che non si prende neanche la briga di rispondere ai cittadini” ha esordito “politicamente parlando è negligente.Il confronto è sempre una cosa positiva”. Dopodiché Viglio è passato a tracciare la sua analisi tecnica. “Un progetto di questa portata, pur con il dovuto rispetto per l’Ufficio Tecnico, esigeva una progettazione ben più qualificata. Ma soprattutto – ha ricordato Viglio – coerente con un percorso già tracciato”. A riguardo, l’ex Assessore di Luca Del Gobbo ha ripercorso le tappe dello studio Giugiaro, fatto realizzare all’epoca per la riqualificazione di via Roma e via 4 Giugno ma che dava chiavi di lettura importanti per tutto il centro storico.

    “Quello studio è ancora lì in un cassetto del Comune – ha avvertito Viglio – e contiene una serie di spunti interessanti rispetto all’idea di dare a Magenta una omogeneità sotto il profilo dell’arredo urbano e della sua identità a livello architettonico. Così si che si realizza un arlecchino, poiché presa anche per buona l’idea dell’asfalto rosso Magenta, cosa che io personalmente aborro, si sarebbe dovuto quanto meno calare all’interno di un Masterplan generale del centro. Invece, si pensa a fare un pezzetto così in via Garibaldi e poi magari di estendere la cosa a piazza Parmigiani….”. La cosa che ha lasciato basito Viglio è poi il fatto che un’Amministrazione in teoria dello stesso colore politico di quella di Luca Del Gobbo abbia tradito lo spirito di quel progetto. “Su Via Garibaldi per ridare slancio anche a Magenta occorreva uno scatto di genio, qui invece, spiace di dirlo, si prosegue sul leit motiv di questi ultimi anni: ossia di un sostanziale impoverimento della città e questo progetto va esattamente in questa direzione”. Parole chiare, chiarissime quelle dell’Ingegner Viglio anche a riguardo alle scelte assai discutibili in materia di viabilità. “Con una strada larga solo tre metri e mezzo di fatto si arreca un altro colpo al mondo del commercio. La sosta anche brevissima per entrare in un negozio diventa impossibile, così come il pericolo per chi dovendo scendere dall’auto deve stare attento alle auto che arrivano da dietro, visto che gli stalli vengono spostati tutti dall’altra parte. Una prescrizione, che è in linea con il Codice della Strada, ma quando si parla di strade con doppio senso di marcia, il che non è il caso della Via Garibaldi dove si potrebbe mantenere lo status quo”. 

    Quindi, la stoccata sui marciapiedi. “Si fanno lastre non in porfido, per un discorso di sicurezza per i pedoni. Invece, in questo progetto c’è la grande assente: vale a dire l’illuminazione: nulla si dice e nulla si sa al momento. Al contrario, è un aspetto fondamentale sia in termini di sicurezza, sia per quanto riguarda il valore stesso dell’intervento”. Sull’utilizzo del rosso Magenta Viglio è stato categorico, e obiettivamente l’esempio della via Volta – strada che comunque per sua natura Viglio ha ricordato essere ben più periferica e non aver mai avuto un ruolo storico per Magenta –  è lì da vedere. “Nel giro di poche settimane l’asfalto diventerà nero, a meno di metter lì una persona dedicata pulire costantemente l’asfalto, cosa che per come vanno le cose in città, mi pare francamente difficile. Morale della favola – ha concluso l’esponente di Forza Italia  e, quindi, fino a prova contraria del Centrodestra – questo progetto non porta nulla di bello. Magenta deve tornare ad essere attraente e queste iniziative non mi pare certo vadano in questa direzione. Piuttosto confermano la sensazione di un ridimensionamento della città e del suo ruolo guida sul territorio”. 

    Chiosa dedicata al parere della Sovraintendenza che ha mostrato il semaforo verde al progetto del Comune: “Tutto dipende da come si presenta il progetto, talvolta, e lo dico per esperienza professionale, se in Sovraintendenza arriva un dossier con una corposa relazione che mette in evidenza le problematiche economiche del proponente e la volontà di fare un intervento al risparmio (*la motivazione addotta dall’Amministrazione sarebbe proprio questa, ovvero, una razionalizzazione nell’uso delle risorse dell’erario cittadino) il parere è positivo, proprio alla luce di queste premesse….”. 

    Alla fine in ogni caso, Viglio e  i negozianti intervenuti hanno concordato su altro aspetto: “Questa è un’altra grossa occasione persa per Magenta. La nostra è una città baricentrica tra Milano e Malpensa e ha grosse potenzialità inespresse a livello commerciale e turistico. La scelta di volare basso significa lasciar passare un altro treno”.

     

    Fabrizio Valenti

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