Via Fredda:”Ha la sua origine in una corrente d’aria fredda che alla sera passa per la via stessa, proveniente da Levante…”

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TURBIGO – Continua la nostra storia delle Vie turbighesi, convinti come siamo che le Vie siano gli assi di sviluppo della storia di un paese che, come tutte le cose del mondo, cambiano in ogni momento. Questa volta ci avvaliamo della memoria di Adriano Azzimanti, capostazione delle Ferrovie Nord per decenni e assessore comunale che, dieci anni fa, ci raccontò come fosse la Via nel primo Novecento. E noi allora, presi dalla ‘malattia’ del cronista, prendemmo appunti, anche perché il nostro interlocutore ci ha lasciati tempo fa.

60 – FREDDA (Via)
L’antica contrada collega la Via Matteotti con la Via Volta. Già documentata nel Seicento, nel 1932 il podestà Carnevali voleva cambiarne la denominazione in Via Roma. Nell’occasione la Regia Soprintendenza d’Arte Medievale e Moderna delle Province Lombarde, chiese lumi sull’antica denominazione e la seguente fu la risposta: “Ha la sua origine in una corrente d’aria fredda che alla sera passa per la Via stessa, proveniente da Levante. Infatti, in qualunque stagione dell’anno, per la sua posizione, detta strada presenta questa particolarità, che è nota a tutto il paese”.

Adriano Azzimonti (nella foto di famiglia recentemente pubblicata su Fb dal nipote Carlo) è il primo a sinistra e, dieci anni fa, ci ha illustrato com’era il primo tratto della via Fredda all’inizio del Novecento…Alle sue parole ne sono state aggiunte altre, nostre.
Partendo dalla chiesa dei SS. Cosma e Damiano e andando verso l’Asilo Infantile, sulla destra c’era l’osteria dei Bush (Cavaiani): un figlio dell’oste faceva il calzolaio, ma suonava anche il violino. Si ricorda ancora che i vicini andavano a prendere il brodo dei salamini (che venivano fatti bollire per i clienti) per rendere più saporosa la minestra. Poi si insediarono i Marcoli, i genitori del grande Raffaele, il negozio di ciclista…;

Il cortile dei Busc. Oltre all’osteria, anche il cortile era detto dei Bush, una parte del quale divenne Brusatori, poi Rognoni, dal quale nel 1971 acquistò Defendente Brignoli. Ha abitato in Via Fredda 4, in questa parte del cortile,  Almasio Maria Gaetana (maritata Enrico Brusatori) nata il 14 marzo 1885 a Trecate, ostetrica titolare in servizio presso il consorzio Turbigo-Nosate dal 22 aprile 1917 al 1° febbraio 1947. Gli ultimi bambini che ha fatto nascere oggi hanno settant’anni;

Il cortile del Magrascena.  Il cortile dei Busc, era diacente al cortile del Magrascena (soprannome che voleva dire “una cena di poco conto”) di cognome Brusatori, proprietari dell’officina in via S. Vincenzo dove fabbricavano idranti. Si dice che il fondatore fosse stato aiutato dal senatore Treccani (allora proprietario della Valle Ticino) a impiantare la fabbrica che è stata chiusa una ventina di anni fa e sulla cui area – adiacente al ‘Manicomio’ – è stato innalzato un condominio;

La proprietà Franceschini. La  cürt dal Magrascena era adiacente alla grande proprietà Franceschini (antica proprietà Pozzi) ed era costituita da due  vasti cortili con pozzo (ci abitavano i Violi, i Vanoli, i Marcoli, Giuan Feudo Farè, Ravasi, Gino Strascè, la Giannina ‘Mochetta’, Scotti…);

La cürt dei Baga. Proseguendo lungo la strada, sempre sulla destra verso l’Asilo, si trovava la cürt dei Baga detti Lotirò (due famiglie numerose di gente dei boschi che predisponevano dei lotti di legname da vendersi, da qui il soprannome), una proprietà questa che finì ai Cormanni;

La Via Paolo Tatti. Fu aperta agli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso. Prima di allora, proseguendo lungo la via Fredda, si incontrava la casa dei Braga (emigrati in America), la quale confinava con la Resiga (falegnameria), poi c’era un tabaccaio (licenza Carlo Azzimonti che fu venduta a Sartorelli nel 1937), e, infine – d’angolo con la via S. Vincenzo –  il panificio Croci (Lignett), poi diventato pasticceria Bazzi, oggi elettricista ‘Grassi’;

Al Crist. Cristoforo Colombo, detto Al Crist, era famoso in paese perché aveva giocato nell’Unione Sportiva Turbighese ai tempi d’oro. Faceva il macellaio e aveva la bottega di salumeria angolo via S. Vincenzo-Via Fredda, di fronte all’attuale negozio del Grassi elettricista. La casa del Crist è stata recentemente ristrutturata.
Partendo sempre dalla chiesa dei SS, Cosma e Damiano nello stesso verso,verso l’Asilo, sulla sinistra, angolo Via Fredda-Via Volta, c’erano:

L’Isidor, al legnamè. La parte sinistra della via Fredda (dove c’era un tempo la cartoleria Gualdoni, oggi c’è un negozio Nonsolopane) iniziava con l’Isidor (Bianchi, falegname) il quale aveva tre sorelle. La falegnameria aveva ancora la ‘rizzada’ come pavimento e tutti gli utensili da lavoro furono ritirati dall’architetto Angelo Vittorio Mira Bonomi quando ha “rifatto” magistralmente l’angolo, realizzando il ‘pendant’ con il sagrato della chiesa;

La cürt di Pimpulla. L’Isidor era adiacente al caseggiato Pastori (soprannominati Pinpulla). Il complesso è stato recentemente ristrutturato in quanto i due Pastori non si erano mai sposati per cui la proprietà è finita ai nipoti che l’hanno venduta ad una ditta edile (Maltagliati);

Proprietà Nava-Badini.  Alla corte dei Pastori seguiva l’antica proprietà Nava-Badini (dove un tempo c’era un negozio di zoccoli). Seguiva la proprietà parrocchiale dove, negli anni Sessanta del secolo scorso, è stata innalzata, per volontà di don Lino Beretta, la ‘Casa del Giovane’;

La proprietà parrocchiale. Prima della ‘Casa del Giovane’, la proprietà parrocchiale comprendeva la cürt dei Carrettoni (stalle davanti e abitazioni dietro) e, dopo, l’Oratorio, innalzato all’inizio del Novecento con teatro e palcoscenico. Della primitiva ‘Casa del Giovane’ è rimasto solamente il gioco delle bocce. Buona parte dell’edificio, a pian terreno, è stato affittato come Ufficio Postale, mentre i locali superiori sono gestiti da ‘La Salute’(azienda parrocchiale che vende servizi sanitari);

Proprietà Cerutti-De Marchi. Adiacente alla proprietà parrocchiale c’era un appezzamento di terreno di proprietà Luca Cormanni venduto in seguito ai Cerutti (stabilimento Spugne, dismesso, ancora esistente) e ai Torno-De Marchi. Questi ultimi, negli anni Settanta, vi hanno costruito la propria abitazione, poi venduta e ristrutturata e, attualmente, disabitata;

Antica proprietà Quintino Sainaghi. Adiacente ai De Marchi, oggi, c’è l’abitazione di Gilberto Azzimonti (antica proprietà Quintino Sainaghi, passata ad Adriano Azzimonti, padre di Gilberto) che, all’inizio del Novecento, arrivava fino alla via Patrioti (in anni recenti la casa angolo Via Fredda-Via Patrioti è stata acquistata da pakistani);

La cürt di Magiara. Dall’altro lato della via Patrioti, partiva la cürt di Magiara  (Seratoni dei quali qualche avo deve essere andato in Ungheria per avere un tale soprannome!). Il papà Seratoni mandava avanti l’osteria, poi diventato ‘bar Rafa’(sulle cui orme si è insediato nel 2004 Nonsolocaffè, mentre oggi è bar Z Otto), mentre il figlio Enrico faceva il macellaio sin dall’inizio del Novecento, attività poi portata avanti dal Carlo macellar.

Bar ‘Rafael’ e panificio ‘Scursona’ . Dopo l’osteria di Magiara (poi diventato Rafael) c’era il fruttivendolo Manuel (nell’attuale via Fredda 21, oggi abitazione privata), area in seguito occupata dal panificio ‘Scursoni’ che vi aveva costruito un grande forno in cemento armato. La ‘Scursona’ faceva la brusèla (pane cotto con fichi e uva), una focaccia di moda nel secondo dopoguerra quando il negozio visse la sua età dell’oro. L’attuale via privata G. D’Annunzio non esisteva (e tanto meno la fila di condomini realizzati negli anni Settanta del secolo scorso): era parte del giardino del ragioner Toselli.

Più avanti – nella seconda parte della Via, non descritta dal capostazione Adriano Azzimonti – c’era l’Osteria del Manaa, di fronte alla ex lavanderia Gulli, che aveva il ‘Verticale’ e il Visciorin (l’oste) raccoglieva anche gli stracci. Dei tanti negozi di un tempo, resistono lungo la Via la ‘Tabaccheria-Edicola Sartorelli’ che quest’anno compie l’ottantesimo, l’elettricista Grassi e pochi altri.

FOTO La Via Fredda vista dal campanile della chiesa dei SS. Cosma e Damiano; foto di famiglia, recentemente pubblicata su Fb dal nipote Carlo, in cui si riconosce – primo a sinistra seduto – Adriano Azzimonti che – dieci anni fa – ci parlò della vita in Via Fredda, sottolineando come la storia di una Via sia strettamente legata alle persone che vi hanno abitato (e vi abitano) creando stratificazioni tali da renderla un unicum all’interno del paese.

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