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Via della Seta 2.0: la Cina alla conquista dell’Europa

Per via della seta s’intende il reticolo, che si sviluppava per circa 8.000 km, costituito da itinerari terrestri, marittimi e fluviali, lungo il quale nell’antichità si erano snodati i commerci tra l’impero cinese e quello romano.

Il nome apparve per la prima volta nel 1877, quando il geografo tedesco Ferdinand von Richthofen (1833-1905) pubblicò l’opera Tagebucher aus China. Nell’Introduzione von Richthofen nomina la Seidenstraße, la via della seta. La destinazione finale della seta era Roma. Il suo percorso toccava: Tibet, Kazakistan, Uzbekistan, Afghanistan, Turkmenistan ed Iran fino al Mediterraneo. Un altro itinerario attraversava il Pakistan, fino all’oceano Indiano. Da qui per l’Occidente, attraverso il mar Rosso, oppure il golfo Persico, attraverso lo stretto di Hormuz. Molto più a Nord, un percorso fluviale attraversava il mar Caspio.

seta

Shylock

Oggi la via della seta 2.0 vede investimenti miliardari da parte di Pechino. Un esempio è l’acquisto del porto greco del Pireo, da parte della Cosco. L’azienda cinese operava già nel porto, la sua offerta è stata per il 67% del capitale. Sembra, poi, che la Cina voglia comprare titoli di stato greci (comprando così parte del debito ellenico, come sta facendo in Venezuela). Inoltre un interesse è stato espresso per le ferrovie elleniche. Da qui il secondo passo è l’intenzione di finanziare autostrade nell’ex-Jugoslavia: Montenegro, Serbia, Macedona e Albania, oltre che in Romania. Recentemente la Cina ha dichiarato di voler investire per nuove infrastrutture che da Pechino portino in Europa.

L’Italia è stata uno degli approdi migliori per i capitali cinesi: dopo Gran Bretagna e Francia, l’Italia è il terzo Paese europeo, davanti a Germania, Grecia, Portogallo e Spagna. La Banca del Popolo Cinese ha acquistato quote di: Fiat-Chrysler (€177mln per il 2%), Pirelli (il 65% lo detiene Chem Cina), Telecom Italia (€310mln per il 2,081%), Assicurazioni Generali (€475mln per il 2,014%), Eni (€1,4mld per il 2,1%) ed Enel (€734mln 2,07%). Inoltre, la Cassa Depositi e Prestiti ha ceduto il 40% di Ansaldo Energia, allo Shanghai Electric Group per €400mln. Anche il 2,018% di Prysmian (che si occupa di cavi per le telecomunicazioni e il trasporto di energia) è stato acquistato, per €70mln. Per €2,1mld è stato ceduto il 35% di CDP-Reti, cioè Terna e Snam, a China State Grid. Non poteva mancare la moda: il gruppo Shenzhen Marisfrolg Fashion ha comprato Krizia a per €35mln, mentre lo Shandong Heavy Industry Group è entrato in Ferretti Yatch con il 75% e Peter Woo in Salvatore Ferragamo con l’8. Grecia, ex-Jugloslavia, Italia…auto, petrolio, reti per il trasporto di energia, telecomunicazioni, grande finanza, tecnologie industriali, e lusso.

Una precisa strategia geopolitica che trova il suo azimut nell’ipotesi di realizzazione di un sistema portuale offshore/onshore. Una grande piattaforma plurimodale al largo del porto di Malamocco (Venezia), che metterebbe in rete 5 terminal: tre in Italia (Marghera, Ravenna, e Trieste), uno in Slovenia (Capodistria) ed uno in Croazia (Fiume). I porti sarebbero collegati da piccole navi ma in altura potrebbero attraccare le navi porta- container, giganti, dalla Cina. Ciò consentirebbe di realizzare il collegamento più rapido in assoluto tra l’Estremo Oriente ed il cuore dell’Europa manifatturiera: Nord Italia, Austria, Germania, Bosnia, Croazia, Slovacchia, Ungheria e Repubblica Ceca. Eccola la nuova via della seta: la rotta Shanghai-Nord Adriatico è di circa 2.000 miglia più breve della Shanghai-Amburgo. Meno giorni di navigazione, minori costi. Grazie anche al raddoppio del Canale di Suez. Venezia ritornerebbe protagonista sbaragliando Amburgo, Rotterdam ed Anversa.

Marco Crestani

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