Economia/LavoroNews

Vetropack arriva a Boffalora con una ‘dote’ da oltre 600 milioni di euro e clienti come Coca Cola e Ferrero

 

 

BOFFALORA TICINO – Un colosso internazionale, nato in Svizzera oltre 100 anni fa, da oltre 600 milioni di fatturato, stabilimenti in molte parti d’Europa, clienti del calibro di Coca Cola, Ferrero, Carlsberg ed Heineken, e la cui proprietà è tuttora nelle mani della famiglia fondatrice (cosa tutt’altro che trascurabile, quanto a importanza).

Sono queste le caratteristiche principali di Vetropack, l’azienda che questa mattina si è presentata al cospetto dei cittadini e degli amministratori di Boffalora.

 

E’ toccato al direttore generale dell’azienda, Sergio Antoci, presentare la società.

“Anzitutto dico grazie al sindaco e al suo staff per tutto il lavoro svolto nell’arco di questi mesi, e grazie anche ad Adecco che ci supporterà nella individuazione dei nostri nuovi collaboratori. A febbraio ci incontrammo la prima volta a Boffalora, oggi siamo qui come futuri datori di lavoro della vostra comunità.

Il vetro ha una storia millenaria, e in pratica nell’arco di tutto questo tempo non è cambiato di molto. Vetropack nasce nel 1911 a St Prex, in Svizzera, dal fondatore Henri Cornaz. La crescita in Europa si rafforza in modo significativo dal 1986,poi avviene l’acquisizione delle vetrerie Bormioli a Trezzano.  Il vetro è un elemento centrale nella vita di ciascuno di noi, che può agevolmente essere riciclato. Considerate che attualmente in Italia si ricicla il 76% del vetro, mentre in Svizzera la percentuale sale oltre il 90%. 
Oggi Vetropack Italia prodice  contenitori per mercato alimentare, bottiglie e vasi.
Per quanto riguarda i dati di bilancio, il nostro fatturato complessivo è di oltre 630 milioni di euro, con un utile d’esercizio di oltre 50 e  miliardi di pezzi prodotti ogni anno. La nostra società ha inoltre 135 milioni di cash flow e  un gruppo da oltre 3000 dipendenti. 
Vetrooack Italia fattura oltre 75 milioni di euro, prodice mezzo miliardo di pezzi prodotti ogni anno; il  mercato del vino rappresenta per noi il 30%, quello del food il 62%”.
Numeri da cui soglie la rilevanza del soggetto che andrà a rivitalizzare una porzione importante dell’area ex Saffa. Ora, col supporto (come detto) di Adecco, comincerà la fase della ricerca di profili occupazionali adeguati alla esigenza dell’azienda.
Sergio Antoci
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Redazione Ticino Notizie

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