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Uomini illustri sulla riva sinistra del Ticino

CUGGIONO – Una mostra sapiente quella sul Settecento a Cuggiono, capace di far defluire il sangue della conoscenza, segnata dalla riscoperta dei ritratti di Benedetto Gualdoni e Geltrude Beolchi (c’è ancora una roggia che porta il nome di questa nobile famiglia), ‘dimenticati’ nella quadreria dell’Ospedale e da tante altre novità che collocano il ‘capo di Mandamento’ nella giusta geografia della storia. Progettata e realizzata dell’Ecoistituto della Valle del Ticino, la ricerca ha messo in evidenza che dal XVI al XVIII secolo ben otto sono i professionisti cuggionesi ricordati negli Annali degli Agrimensori, sulla ventina di nomi provenienti dai paesi dell’antica pieve di Dairago. Tra questi anche due turbighesi legati alla famiglia cuggionese dei Carisio. In particolare di Girolamo Carisio nato nel 1623, il cui nipote, Giacomo Francesco Borromeo di Turbigo (figlio della sorella Maddalena) probabilmente seguì i lavori di costruzione della chiesa degli Agostiniani Scalzi di Turbigo che furono continuati dal di lui nipote, Giovanni Maria Gola, a cui Turbigo ha dedicato una Via (gl) SAM_3025

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