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Una Onlus per salvare la Chiesa dell’Assunta

A settembre, in una conferenza stampa, verranno ufficializzati i componenti e i compiti dei membri dell’associazione. Raccolto l’appello dell’ex parroco don Mario Magnaghi. Il noto storico d’arte e restauratore Carmelo Lo Sardo: “Intervento non più rinviabile”.

STUDIO SALLY Magenta - L'interno della chiesa dell'Assunta e' danneggiato dall'umidita' a soffrirne in modo particolare sono gli affreschi foto Roberto Garavaglia - Studio Sally
STUDIO SALLY
Magenta – L’interno della chiesa dell’Assunta e’ danneggiato dall’umidita’ a soffrirne in modo particolare sono gli affreschi
foto Roberto Garavaglia – Studio Sally

MAGENTA –  Adesso c’è la certezza. Si è costituita in questi giorni, infatti, l’associazione Onlus il cui obiettivo è quello di riportare l’antica Chiesa dell’Assunta agli splendori di un tempo.  Tra poco cadrà anche l’ultimo velo di mistero, rispetto alle cariche e alle figure che porteranno avanti questa meritoria iniziativa. Tuttavia, si può già affermare che quello che era stato un auspicio del vecchio parroco don Mario Magnaghi ora potrà diventare realtà. Complice, va detto, l’impegno del suo successore don Giuseppe Marinoni Prevosto della città, insieme ad un manipolo di uomini di “buona volontà”.  La Chiesa dell’Assunta, d’altronde, rappresenta uno dei gioielli magentini. Ma da troppo tempo è caduta in uno stato di profondo degrado. Numerosi, a questo proposito, gli appelli susseguitisi negli ultimi mesi, per non lasciare degenerare del tutto la situazione. Tra questi, quello qualificato di Carlo Lo Sardo, professore di storia dell’arte, nonché noto restauratore, è stato l’ultimo a “metterci le mani” – e non solo in senso metaforico – all’interno di quello che è un tempio di fede ma anche un luogo simbolo della “Magentinità”.

“La Chiesa di Santa Maria dell’Assunta rappresenta la storia di Magenta pertanto è davvero un peccato vederla ridotta in simili condizioni. Il mio auspicio è che davvero vi sia un moto d’orgoglio nell’opinione pubblica del nostro territorio e si intervenga al più presto” aveva detto Lo Sardo. Al quale, è giusto rimarcarlo, si deve il restauro delle preziosissime tele del Bergognone raffiguranti il “Cristo alla colonna” e il “Cristo deriso”. “Ogni volta che entro in questa Chiesa – aveva detto Lo Sardo – e ammiro queste due opere, mi si apre il cuore. Purtroppo, tutto il resto non si trova nel medesimo stato…Anzi”. E veniamo, appunto, alle “dolenti note” di cui dovrà farsi carico la neo nata Onlus: il rosone centrale oggi in condizioni fatiscenti  e poi gli affreschi risalenti al ‘700 della Cappella dei Celestini dal grande valore storico artistico  ma dove il rischio che siano compromessi in modo definitivo è tangibile. Idem dicasi, per gli altri due affreschi, riguardanti sempre la storia dei Celestini, collocati dietro all’altare. “Anche qui l’intervento non è più rinviabile in alcun modo” sentenziò oltre un anno fa sempre Lo Sardo. Benché attorno ai componenti dell’associazione ci sia ancora il massimo riserbo, all’epoca, alcune figure già impegnate in città avevano dato la loro disponibilità a cominciare da Paolo Bertoglio – con alle spalle una storia d’impegno sociale con il Forno Cooperativo Ambrosiano e l’Organo Prestinari – Ma anche professionisti come gli architetti Fabrizio Ispano e la moglie Francesca Lara Monno. E poi ancora Mauro Fantone e il dottor Fabio Cattaneo, farmacista ed esponente di riferimento del sodalizio culturale Academia Peregrini.  Naturalmente, i nomi con i relativi incarichi saranno formalizzati nella conferenza stampa che sarà indetta agli inizi di settembre, tuttavia, è già piacevole registrare come “quel gesto nobile” cui don Mario faceva appello oggi abbia trovato seguito. Anche grazie, al dinamismo del nuovo parroco don Giuseppe tra gli artefici anche del fortunato progetto “Non di solo pane. Refettorio di Comunità”. Certo è che il restyling dell’Assunta non è cosa di poco conto. Occorrono migliaia di euro che non possono essere certo “raggranellati” con le offerte delle sante messe. Anche perché  il centro città – ovvero, dove sorge l’Assunta che in base all’ormai superata divisione in parrocchie ricade sotto la San Martino – è abitato perlopiù da persone anziane che devono fare i conti con la pensione e che in alcuni casi, causa la salute malferma, non frequentano più la Chiesa.  Sarà importante, pertanto, mettere in atto iniziative di fundraising e sponsorizzazioni per dare corso a quella che ad oggi appare come un intervento non più rinviabile, benché assai oneroso.

Fabrizio Valenti

 

 

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