Un milione di bambini con una grande missione: salvare i propri nonni. Arriva anche in Italia la campagna “Fast Heroes” per le scuole primarie, contro l’ictus

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Fast Heroes è una campagna didattica internazionale, rivolta alle scuole primarie, che ha lo scopo di aumentare la conoscenza dei sintomi dell’ictus e la consapevolezza dell’importanza di un’azione rapida.

MILANO – Già attivata in oltre 20 Paesi del mondo, è stata realizzata nell’anno scolastico 2020-21 in 1.860 scuole di 14 Paesi, coinvolgendo 3.354 classi, 72.450 bambini e 5.724 insegnanti. In Lombardia vede la collaborazione dell’Ufficio scolastico territoriale di Milano del Ministero dell’istruzione e dell’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, A.L.I.Ce. Lombardia ODV.
L’ictus è la terza causa di morte e la prima di invalidità per malattia. Questo perché la maggior parte delle persone che ne è colpita arriva in ospedale troppo tardi. L’età media delle persone colpite da ictus è di 70 anni e, secondo i dati socio-demografici, fino al 50 per cento sono nonni, che si prendono cura dei nipoti almeno un paio di volte alla settimana”, ha detto Nicoletta Reale, Past President di A.L.I.Ce. (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) Italia ODV.

L’idea alla base della campagna Fast Heroes è di puntare sull’entusiasmo dei bambini nell’imparare, per insegnare loro e, tramite loro alle famiglie, come agire in caso di un ictus. In particolare, si è pensato ai bambini delle scuole primarie perché sono quelli che passano più tempo con i propri nonni.

Da uno studio italiano è emerso che solo il 23 per cento delle persone colpite da ictus si rende conto di cosa stia succedendo e solo l’11 per cento chiama un’ambulanza. «La tempestività in caso di ictus è fondamentale e la persona con sospetto attacco cerebrovascolare deve ricevere immediatamente diagnosi, cura e assistenza più adatte e mirate. Per questo è necessario chiamare subito il 112 per trasportare la persona con urgenza in ospedale, possibilmente nei centri organizzati per l’emergenza ictus, cioè le Unità neurovascolari detti Centri Ictus o Stroke Unit. È stato dimostrato che con questa modalità gestionale si riduce sia la mortalità sia il grado di invalidità di chi ha subito un ictus, indipendentemente dalla gravità e dall’età”, ha spiegato la neurologa Maria Vittoria Calloni, già responsabile Stroke Unit dell’Ospedale di Legnano e Presidente A.L.I.Ce. Legnano.

I supereroi del progetto.

Il progetto comprende una vasta gamma di attività che ruotano intorno a quattro supereroi, dove il protagonista Matteo si trasforma in un eroe Fast e impara a combattere contro il “Trombo malefico” per salvare la vita di Nonno Franco. Distribuite nell’arco di 5 settimane, le diverse attività insegnano ai bambini quali siano tre tra i sintomi più comuni dell’ictus – il lato del viso che inizia improvvisamente a cadere, la perdita di sensibilità in un braccio e la difficoltà nel parlare – e, soprattutto, a chiamare subito il 112.

Dopo aver partecipato al progetto, il riconoscimento dei sintomi dell’ictus da parte dei bambini cresce dal 35 all’85 per cento, mentre la conoscenza del numero di emergenza da comporre per chiamare l’ambulanza passa dal 40 per cento fino al 100 per cento, secondo i dati dell’indagine internazionale condotta sui partecipanti alla scorsa edizione.

Tutti i dettagli su come aderire a Fast Heroes sono disponibili sul sito https://it-it.fastheroes.com/. Possono iscriversi scuole, insegnanti, singole classi o anche i bambini, con la supervisione dei genitori, individualmente.

Infine, per sostenere la missione del progetto, Fast Heroes vuole provare a entrare nel Guinness World of Record realizzando il più grande album fotografico di persone con la mascherina da supereroi Fast. Maggiori dettagli su come partecipare e caricare la propria foto sul sito sono disponibili qui: https://it-it.fastheroes.com/campaign-in-action/

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