Turbigo, la Cassazione annulla l’assoluzione per i morti di amianto

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    TURBIGO –  Annullata dalla Cassazione la sentenza della Corte d’Appello di Milano che un anno fa aveva assolto gli imputati per gli 8 morti di mesotelioma pleurico alla Centrale ex Enel di Turbigo-Milano. Ad annunciare in una nota la decisione, giunta ieri in tarda serata, Maura Crudeli, presidente nazionale di Aiea e Fulvio Aurora, segretario nazionale di Medicina Democratica, che con l’avvocato Laura Mara avevano fatto ricorso. “E’ una sentenza storica e unica nel suo genere – commentano – che arriva dopo interminabili anni di atti giudiziari e battaglie. Finalmente si rende dignita’ e giustizia ai lavoratori ‘uccisi’ dall’amianto respirato per anni in azienda, in assenza di adeguate misure di tutela e sicurezza”.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    I giudici della IV sezione della Suprema Corte hanno quindi annullato la sentenza riferita agli imputati Paolo Beduschi e Alberto Negroni, dirigenti d’azienda e il responsabile civile Enel, in relazione agli omicidi colposi dei lavoratori Giancarlo Marcoli, Rosolino Orlandelli e Oscar Misin, tutti deceduti per mesotelioma pleurico, provocato dall’amianto respirato in azienda per lunghi anni. Il procedimento e’ quindi rinviato per nuovo giudizio al giudice civile d’appello.

    La tragedia amianto in Italia e’ tutt’altro che conclusa, sottolinea la nota, nonostante questo “veleno” sia stato messo fuori legge dal 1992: la lunghissima latenza delle gravi patologie, anche 30/40 anni dall’inizio della inalazione, provoca oltre 4.000 morti all’anno, di cui 1.500 per mesotelioma. E sono centinaia i morti “in attesa di giudizio” nei vari processi in corso da un capo all’altro dell’Italia.

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