Turbigo e l’Ur-fascismo: violenti e facinorosi stanno solo da una parte. IL COMMENTO

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    Storia di anni nei quali una certa sinistra ha alzato all’inverosimile i toni, senza mai dimostrare che sindaco ed Amministrazione abbiano agito al di fuori oppure oltre le leggi

     

    TURBIGO – “A dispetto di questa confusione, ritengo sia possibile indicare una lista di caratteristiche tipiche di quello che vorrei chiamare l’ Ur-Fascismo, o il Fascismo Eterno. Tali caratteristiche non possono venire irreggimentate in un sistema; molte si contraddicono reciprocamente, e sono tipiche di altre forme di dispotismo o di fanatismo. Ma è sufficiente che una di loro sia presente per far coagulare una nebulosa fascista”.

    Anni fa, alla Columbia University di New York, Umberto Eco tenne il celebre discorso che codificò, a livello accademico ma anche di pubblica opinione, la cosiddetta categoria dell’Ur fascismo. Una sorta di fascismo eterno, sopravvissuto ben oltre il 1945, anno di caduta del regime. Il lascito del semiologo è in linea con quanto succede da oltre 70 anni in  questa Nazione (non chiamatela paese, per favore..), dove a differenza di Spagna, Francia e persino Grecia (dove i regimi fascisti, in alcuni casi, sono rimasti sino agli anni Settanta..) non è ancora stato possibile riconciliare, in un sentimento di autentica conciliazione nazionale, le parti che si fronteggiarono in quella che Renzo De Felice (che qualche ‘gallone’ storico sul campo se l’è guadagnato..) chiamò la guerra civile che si combatté dal 1943. Non esiste niente di simile, in Italia, al monumento di valle de Los Cajdos (sotto in foto), dove la Spagna (due anni dopo la morte di Francisco Franco!) ha eretto un sacrario nel quale sono ricordati i combattenti repubblicani e i franchisti.

    L’evidenza di questo livore la si riscontra in quanto da alcuni anni succede a Turbigo, dove c’è una maggioranza di centrodestra che gode di un consenso ultradecennale e solidissimo (56% alle ultime elezioni) e un sindaco, Christian Garavaglia, appena rieletto nonostante campagne di autentico livore personale contigue all’odio.

    Campagne evidentemente fondate sul nulla, dal momento che se fosse vero una millesima parte di quello che alcuni hanno detto (e scritto, ma in questo caso siamo alla residualità) non sarebbe possibile che i turbighesi, puntualmente ogni cinque anni, promuovano il centrodestra bocciando sonoramente i contendenti.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Umberto Eco

     

    Peccato che gli sconfitti, o i cespugli cresciuti attorno allo sconfittismo, agitino da anni fantasmi di un passato che evidentemente alberga solo nelle loro menti. E così si è inscenata una inqualificabile gazzarra ai danni di Ezio Maria Gray, quando per colmare l’ignoranza (evidente) su quanto Gray fece per Turbigo basterebbe andare a lezione di storia da Giuseppe Leoni, che su Gray scrisse una interessante tesi di laurea e che di storia locale è tra i massimi esperti di tutto l’Alto Milanese  e l’Est Ticino.

    A lor signori non è bastata neppure una lettera del ministero degli Interni, che per l’ennesima volta ha dichiarato del tutto irreprensibile la condotta istituzionale del sindaco e dell’Amministrazione.

    Adesso è venuto il tempo della presentazione del libro di Casa Pound, che a fronte dei toni bellicosi della vigilia ha prodotto- come ampiamente previsto da tutti- il NULLA, sotto il piano delle previste e possibili contese extra dialettiche.

    Puntuale come le tasse è arrivata poi la dura reprimenda di Anpi, che 72 anni dopo la fine della guerra ha riportato indietro la lancette del tempo e della storia. Anpi di cui è certamente apprezzabile la pronta condanna delle minacce a Maria Colombo, arrivata anch’essa puntuale, assieme a commenti da autentico brivido letti sui social a commento del pezzo apparso su un quotidiano.

    Non si possono incolpare associazioni o partiti se al minorato mentale di turno scatta l’embolo (minorato che dovrà tuttavia rispondere di fronte alla legge su quanto ha fatto, di una gravità inaudita), ma forse qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza. Perché, volendo fare i legalitari come tanto piace fare a qualcuno, in questa vicenda la ragione è sempre stata da una parte, con tanto di certificazione autorevole (Ministero degli Interni, come detto, e non solo): quella di Christian Garavaglia e dell’Amministrazione. Mentre altri, da par loro, hanno unicamente gettato alcool sul fuoco divampato di polemica.

    Le ragioni di questo atteggiamento vanno evidentemente rintracciate in uno dei tanti, lucidi commenti sulla diatriba fascismo/antifascismo vergati da Marcello Veneziani, che vi riproponiamo e crediamo calzino a pennello, anche per Turbigo.

    “Il fascismo è morto e sepolto e si è portato appresso l’antifascismo. Quando morirà definitivamente il comunismo si porterà con sé l’anti comunismo. Ora sopravvive un residuale comunismo e dunque un residuale anticomunismo. I conflitti e le abiure che si inscenano sul cadavere putrefatto del fascismo sono sedute spiritiche insensate.  Un conto è celebrare in positivo una festa nazionale e civile per confermare l’amore (…) (…) per la libertà, il rispetto della democrazia e della pace, l’accettazione piena e incondizionata di diritti e di doveri. Un’altra cosa è inscenare questi test d’ingresso nella democrazia liberale da parte di chi per anni l’ha avversata nel nome del comunismo”.

    Fabrizio Provera

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