Traffico illecito di rifiuti: arresti e sequestri a Trezzano, Cuggiono e Cornaredo

149

 

MILANO TREZZANO Carabinieri Forestali dei Gruppi di Milano e Pavia, con il supporto dei Comandi Provinciali dei Carabinieri di Milano e Lodi, in azione da questa mattina all’alba per smantellare un’associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, alla creazione di discariche abusive, alla frode in commercio ed al falso nelle pubbliche registrazioni. Sono stati altresì accertati nel corso delle indagini un caso di estorsione a mano armata e l’incendio colposo di un capannone di rifiuti.

L’attività, coordinata dalla Direzione Antimafia di Milano, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Milano nei confronti di 9 italiani incensurati (7 custodie cautelari in carcere e 2 arresti domiciliari), tutti operanti nel settore della gestione dei rifiuti, nonché alla denuncia in stato di libertà di ulteriori 12 indagati. Sono stati sequestrati in provincia di Milano 9 siti tra impianti ed aree destinate al trattamento rifiuti e 12 automezzi utilizzati per realizzare le condotte illecite. Sui conti correnti delle società è stato disposto il sequestro di 2.100.000 euro, ritenuti illecito profitto dell’attività delittuosa.

 

 

 

 

 

 

 

 

Le indagini della DDA di Milano sono inizitate dopo che nel 2016 a Voghera, nel Pavese, erano stati sequestrati due capannoni delle ditte Recology e Gibiemme 2000 stipati di rifiuti con evidente violazione delle normative di settore ed a rischio incendio. La Procura della Repubblica di Pavia, visti gli accertamenti effettuati dal Corpo forestale dello Stato, ha sin da subito ipotizzato la sussistenza di un’organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti, trasmettendo il fascicolo alla competente DDA di  Milano che ha inteso approfondire la vicenda delegando ai Carabinieri forestali dei Nuclei Investigativi di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) di Milano e Pavia indagini, anche di natura tecnica.

Le operazioni di triturazione poi, sempre effettuate in luoghi nascosti ed abusivi, causavano inquinamento idrico, per la mancanza di idonei apparati di scarico, rischio incendio, per la mancanza di sistemi antincendio, e davano come residuo un materiale cartaceo che veniva ulteriormente smaltito occultandolo in altre tipologie di rifiuti ovvero inserendolo in balle di rifiuti di carta e cartone idonei al recupero. A corollario di ciò, sono stati altresì documentati un episodio di estorsione nei confronti di un dipendente che reclamava lo stipendio non corrisposto, il quale è stato minacciato mediante l’esibizione di una pistola, nonché un caso di incendio in un capannone abusivamente riempito di rifiuti. Numerosi poi i casi di reato di falso documentale commessi a copertura di trasporti abusivi di rifiuti e di trattamenti mai avvenuti.

I sequestri oltre alle ditte coinvolte hanno riguardato anche aree abusivamente dedicate alla gestione dei rifiuti e divenute poi vere discariche, come quella presente nella zona di via Campazzino di Milano, area che rientra nel Parco Agricolo Sud Milano. Un ulteriore capannone dedicato all’illecito trattamento dei rifiuti è stato individuato all’interno del complesso autogestito Ri-Maflow  Trezzano sul Naviglio; coinvolte anche due aziende di Cuggiono e Cornaredo. Il profitto ottenuto dalle condotte illecite descritte è stato calcolato dagli investigatori in circa 2.100.000 euro quale somma delle mancate spese per lo smaltimento dei rifiuti e il profitto derivante dalla vendita del falso PVC.

Articolo precedente‘No alla moschea’, plebiscito su Sei di Magenta Se
Articolo successivoAbbiategrasso, stasera il tributo degli IF agli intramontabili Pink Floyd, ‘chez’.. la Cappelletta