+Toto-Governo, i silenzi del soldato Sgara da Marcallo. Ministro difficile, forse vice. Ma in politica conta solo una cosa: il ‘vidarem’

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MARCALLO – ROMA Il Ministro Garavaglia è stato nominato Ministro del Turismo il 12 febbraio 2021, con il nuovo Governo del Presidente del Consiglio Draghi, nel partito politico “Lega Salvini Premier”.

Si è laureato in Economia e Commercio con specializzazione in Scienza della Finanza Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano.

Ha conseguito una seconda laurea in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Milano. Tra il 2013 ed il 2018 ha ricoperto diversi ruoli fra cui docente di matematica e informativa gestionale presso ENAC, presidente consiglio di sorveglianza Lombardia informatica SPA, Presidente Consiglio di Sorveglianza di Finlombarda, componente cda Cassa depositi e prestiti e AIFA.

Nel 1999 è stato eletto Sindaco di Marcallo con Casone, riconfermato nel 2004.

Nel 2006 è stato eletto deputato al Parlamento italiano, diventando anche membro della Commissione Affari Sociali e poi Capogruppo della Commissione Bilancio e Programmazione Economica del Tesoro.

Nel 2008 diventa Senatore della Repubblica Italiana e Vice Presidente della Commissione Bilancio. Nel periodo 2006-2013 ha seguito importanti provvedimenti economici ed è stato relatore di leggi finanziarie e di bilancio.

Nel 2013 è stato eletto Senatore della XVII Legislatura, con conseguenti dimissioni il 6 maggio del 2013 per ricoprire il ruolo di Assessore regionale all’Economia, Crescita e Semplificazione della Lombardia.

Nel 2013 è stato nominato coordinatore commissione affari finanziari della conferenza Stato-Regioni Nel 2015 ha ricevuto la nomina di Presidente Comitato di Settore Comportato Regioni – Sanità Nel 2018 è stato rieletto deputato al Parlamento italiano con il partito politico “Lega Salvini Premier”. Nel giugno 2018 è stato nominato Sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze, diventando in seguito Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze. Dal febbraio 2021 è Ministro del Turismo della Repubblica Italiana”.

Sino ad oggi, o ieri, questo è il cursus honorum di Massimo Garavaglia da Marcallo, nato a Cuggiono nell’aprile 1968. E quindi, a soli 54 anni, dopo aver tagliato numerosi e precoci traguardi (più giovane senatore dell’emiciclo, ai tempi: ora a Palazzo Madama ci è tornato da capolista di Piemonte 2 del Carroccio), ‘Sgara’ vive l’ennesima fase pre governativa.

Certo il tempo passa e l’ex sindaco di Marcallo, di strada politica, ne ha macinata parecchia. Se si escludono i tre storici segretari,da Bossi a Salvini via Maroni, a quel Giorgetti di cui è fido scudiere, a Roberto Calderoli e forse nessun altro, Massimo Garavaglia è ormai uno dei nomi più rodati e spendibili a livello nazionale del suo partito.

Partito dal gradino più basso, borgomastro d’un piccolo paese, Sgara è arrivato nel cuore del potere, quello autentico, quello economico e finanziario: forse, ancor più del rango ministeriale, il suo passaggio nel cda di Cassa Depositi e Prestiti, una delle iconiche casseforti di Stato, ha segnato il passaggio all’età adulta (politicamente parlando).

E adesso? Come da suo costume, accettato e consolidato, Sgara non si agita e parla poco. Pochissimo. Non troverete sue dichiarazioni sui giornali o tonitruanti (o intemerate) interviste in tv.

Sgara è un perfetto e consolidato soldato politico. E così anche ora, che la ridda di nomi dei totoministri circolano sui giornali come pezzi di frutta nel frullatore, a velocità incontrollata, lui assiste perentorio (e silente) al fatto che nel 99% dei casi il suo nome non compare. Matteo Salvini è associato o associa al nascente governo Meloni (seppur da’risettare’ dopo quanto avvenuto in Senato) i nomi di Giancarlo Giorgetti al Mef, di Gianmarco Centinaio all’Agricoltura e poi Edoardo Rixi, Vannia Gava, persino l’uscente Erika Stefani o Alessandra Locatelli, o forse l’evergreen Calderoli alle Riforme. Ma di Massimo Garavaglia non si leggono caselle assegnate al proprio nome.

Se è vero che l’ingresso nel governo Draghi gli fu comunicato di venerdì sera mentre era ai fornelli della sua Marcallo, immagine evocativa, al momento  la nuova strada di Sgara pare segnata: più che Ministro (strada stretta), Vice o sottosegretario, a seconda delle caselle.

Sarebbe comunque, dopo l’esordio nell’Esecutivo risalente al governo gialloverde, un re ingresso di un uomo dell’est Ticino dopo che solo Giovanni Marcora e Mario Mantovani sono arrivati dal nostro territorio alla più ambita tra le stanze dei bottoni.

Sarà così  o forse no, nel tourbillon barra frullatore di nomi e caselle può accadere di tutto, da qui ai prossimi 10 giorni. 

Il soldato Sgara intanto procede impetuoso nella sua condotta. Silenzio austero e qualche risotto autunnale, magari ai porcini. Il telefono può sempre squillare. E Matteo Salvini, che sembra aver riacquisito centralità e spazio di manovra (la politica è cangiante come una tavolozza di colori mischiata da un bambino), è abituato a repentini cambi di schema. Ministro, quindi e forse, NO. Ma vice o sottosegretario… ‘Poeu das’, direbbero nei bar di piazza a Marcallo con Casone.

Sempre dialetticamente, ad Abbiategrasso il saggio assessore Roberto Albetti direbbe ‘vidarem’. Ora e sempre.

Fabrizio Provera

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