Tonno per 127 milioni di giapponesi

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    Recentemente un tonno da oltre 200kg è stato venduto, per €600mila, al mercato di Tokyo. L’asta record per questo esemplare di pinna blu, del Pacifico, è avvenuta a Tsukiji, il più grande mercato del pesce al mondo.

    Oltre al prezzo record, un segnale di fiducia per l’economia del Giappone, colpita  dalla recessione mondiale e dalla svalutazione, del 30%, dello yen. E che la Abenomics (da Abe e Economics, dal nome del suo sostenitore, l’attuale Primo Ministro giapponese Shinzō Abe, è una serie di iniziative macroeconomiche messe in pratica nella primavera del 2013) ancora non riesce a risollevare de tutto.

    Era dal 1999 che non si raggiungeva un prezzo simile per un tonno, in un’asta tra ristoratori giapponesi. Il vincitore è stato Kiyoshi Kimura, titolare della catena Sushi Zanmai, soprannominato il re del tonno dai compatrioti, perché da sei anni vince quasi tutte le aste più importanti.

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    Fa da contraltare la dichiarazione del di Kazue Komatsubara, referente di Greenpeace-Giappone: “Le aste potrebbero oscurare il fatto che questa specie è in serio pericolo di estinzione proprio per la caccia intensiva cui è sottoposta”.

    Ma sembra una battaglia persa, considerando la presenza massiccia di pesce nell’alimentazione di 127 milioni di giapponesi. Inoltre il pesce è motore dell’economia nipponica: solo il mercato di Tsukiji dà lavoro a quasi 65 mila addetti.

    Marco Crestani

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