Ti scrivo Giò, per andare contro alla tua morte…

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MAGENTA – BUSCATE. Potevi solo aspettarti un aiuto da Lei nella redazione di ‘Città Oggi’ degli anni Novanta. E un sorriso. Discreto. Preciso. Come quasi tutto ciò che dipendeva da Lei. Le sue pagine, che lei correggeva attentamente, con la sua scrittura nitida, ricciuta e tondeggiante, non tollerando i classici errori del proto, per cui le sue correzioni venivano controllate puntualmente prima dell’ok definitivo alla stampa. Era un dovere.
In quell’età dell’oro di ‘Città Oggi’, Giò era una delle penne di punta del settimanale. Aiutata dagli uomini e dalle donne-contro la discarica, si arrivò al punto che, a Buscate, si vendevano più copie che in ogni altro paese dell’Altomilanese. Era il tempo in cui non c’era Facebook e i giornali nazionali non erano interessati al fatto che i Milanesi volessero portare i loro rifiuti nella discarica di Sant’Antonio, per cui le puntuali cronache di Giò e di Torre (che divenne poi suo marito) fecero diventare il nostro settimanale l’alfiere della protesta dei cittadini. Un’esperienza che fu condensata in un libro, ”I Presidianti – storia della rivolta popolare della Cava Sant’Antonio (1991-1993)”, stampato a cura del Comune, dove il suo nome, Giovanna Noè, compare insieme a quello del marito, Emanuele Torreggiani.
Ho sentito il bisogno di scriverle, per ricordarla, per sconfiggere il silenzio, per andare contro la sua morte. In questi giorni mi sono ritornate in mente le chiacchierate che facevamo quando l’accompagnavo a casa, a tarda sera, dalla redazione di Magenta. Lei di Buscate, io di Turbigo, eravamo in linea sulla provinciale. Si parlava di cronaca, dei suoi capelli neri lunghissimi, del suo ‘sentiment’ con il Lele, ma si disquisiva anche sul congiuntivo e sull’uso del ‘proprio’ e del ‘suo’ nelle frasi. “Dipende dal soggetto – mi diceva – se è definito e indefinito”. Era così brava e sapiente, così arrivai a chiederle di rileggere il libro che stavo scrivendo a quel tempo, che rimane il sigillo della nostra lontana amicizia.
E’ stato un onore averti incontrato in questa vita!

FOTO di Giò e della Redazione di Città Oggi negli anni Novanta

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