The Red Clay Strays – “Moment of Truth” (2022). By Trex Roads

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Oggi la Trex Road vi porta alla scoperta della Musica del Sud degli States, di quella che oggi è una delle band più amate da quelle parti. Un gruppo di giovani artisti dal talento sopraffino che attualizzano meglio di chiunque il suono che ha fatto la storia della musica americana moderna.

Un suono che parte dal country classico si mischia al rock con il rock-a-billy a movimentare tutto e il soul a rendere l’atmosfera calda e avvolgente. Un mix esplosivo e unico che ha messo questi ragazzi sulla mappa delle band da tenere d’occhio già da 5 anni.

5 anni on the road, così è stato il loro inizio di carriera. Un lavoro duro, faticoso, ma appagante.

Io li ho scoperti grazie alle mie mille connessioni a stelle e strisce della rete internet. Ho visto video di live pazzeschi e ho capito subito che una band così non avrebbe potuto rimanere fuori dai radar dei fans della musica indipendente di qualità per molto.

I Red Clay Strays vengono dalla costa del Golfo del Messico, da Mobile, Alabama, dal sud che più sud non si può, e si narra che per anni, dopo aver firmato un contratto con un’etichetta discografica, abbiano lavorato a questo debutto. Anzi potremmo dire combattuto e litigato per questo esordio, con produttori che li volevano diversi, volevano ingabbiare il loro sound in un bell’involucro per venderlo meglio.

Ben consci di avere una forte base di seguaci, d’altronde i loro spettacoli erano sempre sold-out, hanno deciso di chiedere loro assistenza, raccogliendo più di quanto avessero bisogno.

La decisione era stata presa: indipendenti e analogici. Due parole che unite al talento di solito danno sempre un bel risultato.

E’ sempre difficile catturare su nastro l’energia che una band sprigiona dal vivo, soprattutto se quella band è proprio famosa per mettere a ferro e fuoco le assi dei palchi dei locali di tutti gli States. Proprio per questo aver registrato un disco con apparecchiature che catturano i suoni live ha aiutato molto a non disperdere questa energia deflagrante.

La band è formata dal cantante/chitarrista Brandon Coleman, Drew Nix chitarra e armonica, Zach Rishel chitarra, Andrew Bishop basso e John Hall batteria.

Un gruppo compatto e di talento che ci regala 12 pezzi che suonano freschi e d’impatto, ma con un sound che graffia dolcemente l’anima come una puntina degli anni ’50 graffiava un vinile della Sun Records. Un viaggio emozionante e dannatamente divertente a bordo di una fiammante Cadillac decappottabile per le strade di Memphis, Nashville, Tulsa e Luckenbach, senza pause e come se fossimo ai bordi del loro palco a sperticarci le mani con applausi e a cantare a squarciagola. Una bella sensazione.

Volete salire sulla Cadillac? Premete play e fate partire Stone’s Throw, il basso pulsante e la voce intensa ed emozionante di Coleman, il sapore di soul elettrico. Potete sentire il palco tremare a ritmo di piedi che battono.

La title track è suono rarefatto di chitarra, un pezzo che la voce di Brandon Coleman eleva, una prestazione maiuscola. Il cantato mette la pelle d’oca, ma poi entra un riff di chitarra che aumenta il pathos di un pezzo meraviglioso. Vecchio, ma nuovo. Una bellezza che scintilla al sole.

Do Me Wrong è una ballata soul rock come si usava sulle strade di Memphis, uno di quei suoni catturati dalla bobine della Sun Records. Come fossimo sulla De Lorean di “Ritorno al Futuro” ci ritroviamo per le strade di una cittadina degli anni ’50 e la cosa piace fino alla commozione.

Il southern rock  fa capolino nel riff di Ghosts, sempre con quell’anima vecchio stile, sempre oscillando fra il l’umidità del Golfo e il sole delle strade del deserto. Il pianoforte e la chitarra, la produzione, questo sound è gioia per i timpani. L’assolo poi abbaglia e scompare in un secondo.

Country rock e rock-a-billy in un frullatore di un diner anni ’50: ecco a voi She’s No Good. Provate a stare fermi e vi pago da bere!

Il bellissimo disco si chiude con Doin’ Time, un rock ancora una volta dal sapore southern, chitarre che creano un riff ammaliante e la voce di Coleman mai banale. Ritmica battente e sferzate elettriche, divertimento e tanto sentimento.

Un esordio eccezionale, che mantiene 5 anni di grandi promesse. Uno scrigno che racchiude in sé tutta l’energia di un loro concerto senza disperderla e anzi, grazie ad una produzione perfetta, le regala una profondità che solo uno studio può darti.

Un album da ascoltare e riascoltare, per sognare un viaggio nel tempo, per sognare la musica di una volta, ma che non ha odore di muffa, solo un piacevole sapore di musica di qualità.

 

Buon ascolto,

Claudio Trezzani by Trex Roads  www.trexroads.altervista.org

(nel blog trovate la versione inglese di questo articolo a questo link: https://trexroads.altervista.org/moment-of-truth-the-red-clay-strays-2022-english/

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