Taylor Hernly – “Sidewalk Preacher” (2021) by Trex Roads

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    Ha una storia interessante questo giovane artista di Indianapolis. Un’infanzia difficile ma aiutata dall’amore dei suoi nonni e della precoce folgorazione per la musica, già alle elementari e alle medie era un batterista provetto che diventò cantautore e chitarrista quasi come fosse evoluzione naturale che sentiva dentro di se, aiutato dalla scoperta dei Beatles, Paul Simon ma anche dei padri dell’heavy metal i Black Sabbath. Proprio l’heavy metal è stato il suo primo approdo nel mondo musicale, la band dei Mad World dove oltre a suonare la batteria, era anche una sorta di manager prenotando spettacoli e promuovendo il gruppo. Il passo successivo è stato un progetto parallelo a questa band, dove non si sentiva realizzato. Era si un’amante del metal ma anche del rock, del country, le sue influenze molteplici non si potevano limitare e dopo aver passato un’audizione per Whey Jennings, la vita da strada e i tour in lungo e in largo per gli States sono diventati la sua vita. Nella sua seppure giovane carriera ha suonato la batteria per artisti di primo livello come Josh Morningstar, David Allan Coe e Gary West.
    Ma il suo essere cantautore, quel sentirsi dentro non ancora realizzato lo hanno portato a dove lo troviamo ora e cioè ad essere un artista solista al suo esordio discografico e che esordio!
    Un autore che oltre a scrivere bellissimi pezzi, ha anche una notevole voce molto intensa ma anche un talento notevole nel suonare la chitarra. Un artista completo insomma con una passione per diversi generi musicali che non mi permettono di catalogare questo splendido Sidewalk Preacher, 9 pezzi che spaziano dal rock sanguigno al country di matrice outlaw passando per una sfumatura di rock cantautoriale americano. Un ragazzo dal talento davvero rimarchevole.
    Il primo pezzo A Boy Called Hurt è un brano rock, con un riff grasso intenso e un groove che prende subito. Il lavoro delle chitarre è davvero di qualità e la voce piace moltissimo. Un brano trascinante che però è seguito da Hotel Child che cambia completamente le carte in tavola e introduce un intricato giro che sembra quasi bluegrass, scatenato ma immerso nelle radici della musica americana, il rock è lì sullo sfondo ma le influenze country affiorano.
    L’armonica di Jason Ricci regala all’intro di Morning Ritual un sapore quasi blues ma poi il brano è una fusione di honky tonk e rock and roll, un ritmo che prende gli speaker e non li molla più.
    When an Angel Dies è posseduta da un riff indiavolato, country rock sorretto da chitarre graffianti, una delle mie preferite, il groove non ti molla facilmente e ci si scatena con un ritmo sempre più incalzante. Bellissima. Ritorno a lodare il lavoro delle chitarre perchè è davvero eccezionale, questo ragazzo ha un talento non comune sia nella scrittura che nel suonare lo strumento, originale e mai banale. La polvere del deserto avvolge l’intro di Mama Don’t Like Me ma poi il suono del sassofono di Jacob Markus e l’armonica accompagnano il brano verso un ondivago viaggio fra il rock, il blues e il western country. Anche questo pezzo mi ha colpito molto, le influenze di gioventù hanno creato un mix entusiasmante a parere mio.

     

    La title track è un pezzo che inizia come una ballata rock ma poi aumenta il ritmo e diventa un pezzo rock quasi alla Tom Petty, con le chitarre che sferzano l’aria e si nascondono ancora dietro alla ritmica, mentre il disco vira verso la canzone più country delle 9 e cioè Hiropon, un brano che sa di honky tonk texano, polvere e stivali.
    Il lavoro si chiude Johnny Dickson’s Suicide Note, una ballata dove ancora una volta le chitarre e l’armonica sorreggono la convincente voce di Taylor, un altro brano dove le influenze di Paul Simon si sono fuse a quelle di Sturgill Simpson creando un ibrido che stupisce per carattere.

     

    Un esordio davvero notevole per un ragazzo così giovane, coraggio e talento non gli mancano di certo e siamo certi che nel circuito live indipendente americano, riceverà le attenzioni che merita, il primo passo di qualità è stato fatto, ora tocca a lui continuare su questa strada che siamo certi gli riserverà molte soddisfazioni.
    Non mi resta che consigliarvi questo ragazzo di Indianapolis sia che amiate il country o il rock americano con una spruzzata di carattere sabbath-iano, non vi deluderà.

     

    Buon ascolto,
    Claudio Trezzani by Trex Roads www.trexroads.altervista.org
    (nel blog trovate la versione inglese di questo articolo a questo link : https://trexroads.altervista.org/sidewalk-preacher-taylor-hernly-2021-english/

     

     

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