Superstrada, i No Tangenziale ‘processano’ Giovanni Pioltini (e Finiguerra non c’è)

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    All’incontro di Cassinetta in onda il solito copione: i No Tang restano per la politica barricadera, Pioltini duramente criticato per le sue caute aperture. Assente Domenico Finiguerra.

    CASSINETTA  – 15 anni dopo, non è cambiato nulla. Ricordiamo nel 2002, a pochi metri dalla sala polifunzionale, la prima grande iniziativa della rete No Tangenziale nella sala consiliare del Comune dov’era stato eletto Domenico Finiguerra.

    Meno barricadero e più elegante nel suo contrapporsi al progetto della strada di Malpensa, ma non meno fermo nelle posizioni. C’erano più o meno le stesse facce riviste venerdì scorso al polifunzionale, dove i sindaci Michele Bona (Cassinetta) e Gianni Pioltini (Albairate) hanno riunito i cittadini per rendicontarli sulla fumata grigia del 27 gennaio e le prospettive future.

    C’erano gli stessi, con qualche capello in meno o imbiancato, ma i vari Paolo Bellati, Agnese Guerreschi e Andrea Frassoni sono ancora lì. E ad oggi i vincitori sono loro: se da 15 anni il progetto stenta a decollare, oppure ne viene presentata una versione impresentabile (come accaduto a Roma), è merito di questo manipolo di ambientalisti che, esasperando parecchio i toni, a parere di chi scrive, ha tuttavia eretto un muro efficace contro un’opera che ormai vogliono tutti, tranne loro. Ma mentre i tutti nicchiano o stentano, loro (i pochi) si godono lo spettacolo dell’italica, farraginosa lentezza burocratica.

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    Venerdì, come abbiamo già scritto riportando il comunicato dei No Tang, il copione è stato immutato: Michele Bona, erede sconfessato di Finiguerra, è stato molto pacato ma fermo nel dire NO a qualsiasi nuova strada, aprendo a modifiche meno impattanti nei singoli Comuni (quelle che non riescono a realizzare da 40 anni). Gianni Pioltini da Albairate, pur ribadendo il NO al progetto Anas, ha tuttavia pagato il fatto di essersi dichiarato disponibile a sedersi con gli altri Comuni a discutere soluzioni alternative e meno impattanti.

    E qui noi, che avevamo scommesso 1 euro sul fatto che sarebbe stato contestato, siamo passati all’incasso: il primo intervento del pubblico, non a caso, è stato di Paolo Bellati (la Terra Trema, Folletto Abbiategrasso), che ha sconfessato l’apertura di Pioltini, criticato duramente le politiche del Pd e inneggiato alle modalità di protesta dei movimenti No Tav.

    Stiamo tutti freschi.. Pioltini ha provato a dire che il punto di vista di un sindaco è differente, ma i No Tang da questo versante proprio non ci sentono: barricaderi erano, barricaderi restano. Non si tratta, lotta dura e madama la marchesa (No Tang pure lei).

    Quella che a molti è sfuggita, e che nella nostra ora di permanenza nessuno ha voluto sottolineare, è stata venerdì sera l’assenza del politico che prima di tutti brandì la spada virtuale della battaglia No Tang, costruendo su di essa una solida fama che tuttavia non ha sortito granché (al di là dei due mandati da sindaco nella piccola Cassinetta, meno di 2mila anime in un paese che resta comunque incantevole): Domenico Finiguerra.

    Ormai, le strade del leader di Cambiamo Abbiategrasso e dei No Tang locali sono lontane. Il resto è identico a 15 anni fa. Anche gli ambientalisti de noantri, che vorrebbero strade di margherite o selciate di verde. Il loro sogno impolitico resta ben saldo, il solido realismo di chi sa che una nuova strada essenziale resta una chimera e una prospettiva ad oggi ancora lontana.

    Siam proprio messi bene, non c’è che dire.

    Fabrizio Provera

     

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