Street art, vandalismo oppure forma d’arte ? Di Lisa Modugno

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    TREZZANO –  Dal 28 al 30 giugno 2019 Trezzano sul Naviglio si è resa protagonista grazie alla sesta edizione dell’ “Urban giants festival”, dove più di 200 writers provenienti da 30 paesi si sono riuniti e hanno realizzato numerosi graffiti sui muri della città.

    L’evento, nato e cresciuto grazie all’Associazione WeRunTheStreet e patrocinato da Regione Lombardia e dal Comune di Trezzano, ha ancora una volta riscosso un notevole successo, raccogliendo non solo l’approvazione della popolazione locale, ma anche di visitatori provenienti da tutta Italia che si sono recati nel paese per partecipare a questo festival.
    Oltre a divertimento, musica e gare a colpi di bombolette, questo evento ha avuto la capacità, e forse anche il dovere, di rivalutare la cosiddetta “street art”, forma d’arte di strada che si manifesta nei luoghi pubblici e che è spesso considerata come illegale.  Questa pratica, che si è sviluppata in Europa nei primi anni del ventunesimo secolo, è oggi considerata da molti una nuova e rivoluzionaria forma d’arte, dove gli artisti utilizzano i muri, e non più una tela o un blocco di marmo, come mezzo di comunicazione di massa senza alcun tipo di restrizione.
    Per riuscire ad accettare la street art forse bisognerebbe semplicemente cancellare dalla nostra mente il cliché dell’artista tradizionale, che traspone per mezzo di un pennello e una tela determinati pensieri o sentimenti. Quelli che oggi vengono definiti da molti come deturpatori della città, sono veri e propri artisti che vanno controcorrente, che utilizzano le bombolette come valvola di sfogo per denunciare determinati avvenimenti e per scuotere le coscienze del maggior numero di persone possibile.
    Inoltre, non si tratta più di opere d’arte costrette in musei, a volte molto costosi e visibili da pochi, ma di rappresentazioni murali che sono, di fatto, di dominio pubblico: sono opere libere di essere viste da tutti, che balzano all’occhio e che attirano l’attenzione, a volte anche involontariamente, dei passati che capitano lì quasi per caso.
    Al netto di ciò, è inoltre innegabile che le loro capacità artistiche diventano un mezzo per abbellire notevolmente la città, e Trezzano ne è l’esempio: infatti, grazie ai murales realizzati, ad esempio, in Via Eugenio Curiel o sulla scuola di Via Concordia, l’aspetto della città è indubbiamente migliorato e reso più gradevole agli occhi dei cittadini.
    Lisa Modugno
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