Stravince la Lega: dal 2014 al 2019 è cambiato il mondo. L’analisi dei dati nel collegio Italia Nord occidentale

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    MAGENTA – Siamo andati a rivederci i dati elettorali delle europee del 2014, collegio Italia Nord Occidentale, per cercare di fare alcune riflessioni rispetto al voto di ieri. Quello che balza subito all’occhio, è come i tempi della politica siano velocissimi. Perché in cinque anni è cambiato letteralmente il mondo.

    Basti guardare i voti raccolti dal PD: nel 2014 si era in pieno renzismo e i ‘Dem’ viaggiavano sopra il 40% (40,3%). Oggi il partito di Zingaretti prosegue la sua lunga marcia nel deserto. Sta provando a risalire la china, è tornato sopra il 20% raggiungendo un discreto – vista la situazione – 23,45%. Ma si trova a distanza siderale dalla Lega di Matteo Salvini. In questo caso, è evidente come la proposta politica del PD sia ancora troppo debole e non adeguata nella contrapposizione politica attuale. E soprattutto non abbia a disposizione un leader carismatico. Che è la cosa che oggi fa la differenza.

    Altro dato interessante riguarda il cosiddetto voto moderato. Che da queste elezioni viene, di fatto, spazzato via. Forza Italia che alle europee del 2014 nel nostro collegio viaggiava vicina al 17% (16,9%) ha visto dimezzati i suoi consensi con un 8,80%. Ma il risultato è ancora peggiore in considerazione del fatto che sempre 5 anni or sono c’erano ancora gli ‘Alfaniani’ che avevano conquistato il 3,7%. In altre parole, il ‘polo dei moderati’ all’epoca era vicino al 20% di quello che fu il PDL a cui occorreva aggiungere il 2,8% di Fratelli d’Italia che era all’inizio del suo percorso politico.

    Oggi si può tranquillamente affermare come l’operazione Forza Italia Altra Italia abbia fallito. Anche qui evidentemente ci troviamo davanti ad una proposta politica debole. Portata avanti da un uomo ultraottantenne che pur avendo tutta la nostra stima per l’entusiasmo e il coraggio che ha saputo mettere in campo anche in questa tornata elettorale, malgrado i recenti problemi di salute, non può certo portare con sé uno slancio verso il futuro. E quel che è peggio dietro di lui, il nulla. Nel collegio Italia Occidentale escono con le ossa rotte anche i grillini. Il Movimento 5 Stelle riesce nell’impresa di far peggio di quanto fatto 5 anni passando dal 15,7%  all’11,12%.

    Attendiamo l’esito delle Amministrative del pomeriggio per assistere ad un’altra debacle del M5Stelle.  Il Movimento 5 Stelle in questi anni, d’altronde, non è stato capace di costruire una classe politica minimamente decente, portando in Parlamento personaggi che avrebbero potuto a dir tanto fare il Consigliere comunale in qualche paese dell’est Ticino. Gli indizi che il bluff politico tra poco sparisca dai radar della politica che conta ci sono tutti. E forse non è un male.

    Sorprendente infine il dato di Fratelli d’Italia che ha più che raddoppiato i suoi voti: dal 2,8% al 5,65%. L’operazione condotta da Giorgia Meloni è interessante, perché sta costruendo un partito che erode sempre più consensi a Forza Italia. In altre parole, un partito di destra ma che potrebbe avere qualche elemento di contatto con una sorta di PDL 4.0. Staremo a vedere. 

    L’ultima considerazione riguarda l’affluenza alle urne. A livello nazionale il dato è stato del 58,69%. Ossia, 2 punti e mezzo percentuale in meno che nel 2014. Nel Nord Ovest invece la partecipazione c’è stata eccome, quasi ovunque sopra il 60% fatta eccezione che per la piccola Valle d’Aosta (49,58%).  Partiamo dal principio che chi vota ha sempre ragione e, soprattutto, che in Democrazia il voto popolare si rispetta.

    Quindi, francamente, alcuni commenti che girano sulla rete o alcuni commenti fatti dai ‘giornaloni’ vedi Repubblica (“Ombre nere sull’Europa”) sono quanto meno poco rispettosi del volere degli Italiani. Certo, c’è un 40% di Italiani che è rimasto a casa. Il che non è poco. Le chiavi di lettura sono due: l’Europa viene considerata da molti ancora come una realtà lontana, alla faccia dell’europeismo e, quindi, non scalda granché i cuori né la partecipazione, contestualmente, e questa crediamo sia la ragione preponderante, c’è una fetta dell’elettorato che non trova risposte.

    Sono i delusi del PD, gli orfani di Renzi, quelli che una volta votavano Berlusconi ma che non ce la fanno a votare Lega….Tutta gente ancora in cerca di una collocazione ma che non trova risposte ai propri bisogni e aspettative. Di sicuro, oggi in politica vince la semplicità: messaggi chiari e inequivocabili.  

    Fabrizio Valenti

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