+Strage Mottarone, la perizia: mancati controlli, perizia e diligenza

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   “Dall’analisi della documentazione disponibile, non si ha evidenza della conduzione degli specifici controlli, con cadenza non superiore ai 30 giorni prescritti dalla norma, in corrispondenza dell’innesto della fune traente con le teste fuse nel periodo febbraio 2020 – aprile 2021”.

E’ un passaggio delle perizie sull’incidente del Mottarone, in cui il 23 maggio 2021 moririno quattordici persone. “Trattasi di controlli di particolare importanza anche alla luce dei generali principi di prudenza, diligenza, in quanto noto in letteratura che i tratti terminali delle funi dell’ ‘anello trattivo’, nelle immediate vicinanze degli innesti delle funi stesse alle c.d. teste fuse e quindi ai veicoli, risultano particolarmente critici – si legge ancora -. La non conduzione di tali controlli viola quanto prescritto dalle norme per evitare precipitazioni quali quella verificatasi il 23 maggio 2021 così come i generali principi di prudenza, diligenza, da adottarsi nell’esercizio di un impianto funiviario”.

Nei video delle telecamere di sorveglianza della funivia del Mottarone che hanno ripreso gli attimi precedenti all’incidente si sentono due suoni anomali – molto simili a quelli della rottura dei fili di un cavo – e si vede l’operatore che guarda in alto verso la fune. Lo si legge nella perizia informatica depositata  da Paolo Reale, professore dell’Università Uninettuno di Roma, e da Paolo Dal Checco, uno dei due collegi di periti nominati dal gip di Vebania per far luce sulle cause dell’incidente del 23 maggio dell’anno scorso in cui hanno perso la vita 14 persone. Gli ingegneri informatici, nonostante abbiano rilevato la mancanza di sincronizzazione tra il sistema di videosorveglianza e la scatola nera e tra questi e l’orario reale, hanno stimato che l’incidente è avvenuto nel “range temporale individuato tra le 12:03 e 12:04 circa”.

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