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Stefania Bonfiglio vs Selvaggia Lucarelli

 

Possiamo dire, perché è un dato di fatto, che viviamo in una società violenta. E non importa che tu sia un Professore universitario che gode del sommo onore di essere un punto di riferimento educativo di tantissimi studenti; anche se ci si porta appresso un bagaglio culturale non indifferente, si insulta. Argomentare diventa difficile anche per un Professore.

E dopo lo sdegno e la solidarietà espressa alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni da parte del mondo culturale e politico bipartisan – perché (e anche questo è un dato di fatto) non ci sono scuse alle quali appellarsi quando una donna viene offesa con epiteti quali “scrofa” – ecco che entra in gioco la nostra Selvaggia Lucarelli.
Se certamente Selvaggia ha tutto il diritto di manifestare la propria opinione, è altrettanto vero che quale personaggio pubblico è seguita e pertanto gioco un ruolo importante nello stimolare o meno riflessioni, ma soprattutto la tifoseria. E lei lo sa; con furbizia, si è inserita nel dibattito costruendosi un ruolo in “controtendenza”: esprime disappunto per gli insulti MA nega ogni solidarietà a Giorgia Meloni.
Chapeau. Obiettivo audience raggiunto. E obiettivo “ricevo insulti anche io” altrettanto.

 

Ma non ci serviva Selvaggia Lucarelli per capire che viviamo in una società violenta. Non ci serviva una sua dimostrazione, non sentivamo il bisogno di un suo post sui social che contribuisce ad alimentare unicamente odio e divisione, quando si parla di violenza.
Lei diventa la rappresentazione della società: incapacità di analisi sia olistica che del contesto stretto rispetto al quale ci stiamo rapportando, e tifoseria tout court.

L’obiettivo minimo che ognuno dovrebbe porsi – con il proprio ruolo politico, culturale o di “influencer” – è quello di saper comprendere la differenza netta tra offese reali e posizioni politiche forti ma argomentate, eludendo quindi l’analfabetismo funzionale che stringe in una morsa circa il 70% degli italiani.
Obiettivo non raggiunto, Selvaggia.
Perché Giorgia Meloni, che piaccia o meno, è una donna di destra che utilizza i contenuti, che non offende ma argomenta le sue posizioni.  E’ responsabile di ciò che dice o scrive, non di ciò che gli altri comprendono (o meglio, non comprendono).

Stefania Bonfiglio

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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