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Star bene con se stessi: “Mamme fate attenzione al grasso dei vostri figli!”

Torna la rubrica del dottor Fabio Ferrario medico biologo nutrizionista

Buongiorno mamme, oggi mi rivolgo a voi!

Le vacanze estive dei nostri figli si stanno per concludere e riposati si apprestano a rincominciare il loro percorso scolastico. Come sempre l’inizio del nuovo anno porta con sé dei nuovi buoni propositi. Mi permetto di consigliarvi di porre l’attenzione sul controllo del peso corporeo e sulla percentuale di grasso dei vostri bambini e ragazzi.

Il bambino sovrappeso o obeso avrà molte più probabilità di mantenere l’eccesso di peso anche da adulto. La situazione in Italia, in base alle ultime rivelazioni dati dell’Istituto Nazionale di Statistica mostra un quadro grave dove poco più di quattro adulti su dieci (45,9%) sono in eccesso ponderale di cui il 35,5% è in sovrappeso mentre il 10,4% è obeso, ma la questione più allarmante è l’aumento del sovrappeso infantile che colpisce fino al 40% nostri bambini di cui il 17,5% è obeso.

Il grasso non è innocuo né tanto meno un tessuto inerte, ma produce una serie di molecole di segnalazione pro-infiammatorie che sono responsabili dell’innesco di una infiammazione cronica di basso grado a livello dei tessuti corporei.

In concomitanza con insulino resistenza, ovvero una condizione di bassa capacità delle cellule a captare il glucosio alimentare, si instaura uno stress cardio metabolico che promuove lo sviluppo di malattie non trasmissibili (MNT) fra le quali troviamo alcune malattie croniche-degenerative (MCD), come malattie cardiovascolari (infarti), malattie respiratorie, cancro e diabete che rappresentano la principale causa di morte nel mondo, uccidendo circa 17 milioni di persone ogni anno, un numero in continua crescita.

Vi ho convinti che il grasso fa male?, spero di si.

L’aumento ponderale nella maggior parte dei casi è dovuta ad un eccesso di assunzione di calorie (kcal o kj) derivanti dagli alimenti e da una ridotta attività fisica. Solo un numero veramente limitato di casi è dovuto, invece, principalmente alla genetica, a motivi di salute o a malattie psichiatriche.

Tra gli altri fattori vi sono le caratteristiche dell’ambiente socio-economico, si parla in questo caso di “ambiente obesogenico” come un insieme di condizioni sociali, culturali, economiche e infrastrutturali che condizionano la possibilità di un individuo di condurre una vita sana.

Siate quindi voi l’esempio per i vostri figli, una buona educazione alimentare deve avere la priorità su altre questioni meno importanti. Abituare i figli a consumare ad esempio cibi amari come il cacao nelle tavolette di cioccolato a partire dall’80 % minimo, influenzerà positivamente le loro scelte future facilitandoli nell’evitare cibi troppo zuccherati.

Come controllare il peso quindi?

Prima di tutto, misurate peso e altezza e successivamente calcolate con una semplice divisione il vostro Body Mass Index (vedi foto).

Questa stima può darvi una prima idea generale sulla vostra situazione. Questo metodo è molto efficace per gli adulti, trattandosi di bambini/adolescenti però la valutazione della composizione corporea deve essere affidata al Pediatra, Dietologo o ad un Biologo Nutrizionista che confronteranno con opportune curve di crescita la situazione corporea del vostro giovane.

I bambini pre adolescenti e adolescenti, in particolare nella fascia 12-15 anni risultano essere i più soggetti a rischio di malnutrizione per difetto in quanto le loro richieste energetiche sono più alte, dovendo affrontare l’accrescimento e lo sviluppo corporeo.

Nelle giovani donne le carenze di ferro e calcio possono portare ad anemie e a una ridotta mineralizzazione del tessuto osseo che faciliterà la comparsa precoce di osteoporosi grave in età adulta. Essendo questo periodo della vita, uno di affermazione della propria personalità, l’adesione a dieta restrittive come “mode” del momento nel tentativo di migliorare il proprio aspetto fisico o abbracciando correnti di pensiero che portano all’eliminazione totale di alcuni alimenti, devono essere fortemente sconsigliate.

Fra gli errori principali che commettono i nostri ragazzi vi è il “salto” della prima colazione e degli spuntini, a questo proposito, come detto prima è difficile per un ragazzo in crescita coprire il suo fabbisogno energetico di macro e micro nutrienti con i soli pasti del pranzo e della cena rimanenti. A tal proposito un buon inizio di giornata con una colazione bilanciata e due merende calibrate, sbilanciate a favore dei grassi insaturi e con una opportuna quota proteica, possono facilitare i processi anabolici di utilizzazione dei nutrienti verso la sintesi dei tessuti.

Questo perché il metabolismo aerobico, ovvero l’utilizzazione dei lipidi a scopo energetico del bambino funziona in modo prevalente rispetto all’adulto.

Le semplici fette biscottate integrali o meglio ancora delle fette di pane integrale possono essere guarnite con marmellate ad elevato contenuto di frutta mescolate con creme spalmabili di frutta a guscio al 100% o ricotta o yogurt greco.

Un’alternativa salata può essere un toast con pane integrale, avocado frullato a crema e spalmato e salmone affumicato. Per spuntini veloci delle noci con frutta disidratata possono fare al caso vostro.

Stiamo attenti anche a tutti quei dolci, merendine pronte, bevande gassate, tea in bricks, succhi di frutta ricchi in zuccheri semplici, tanto comodi, quanto dannosi, che da settembre saranno i protagonisti delle inserzioni pubblicitarie in tv.

Questi zuccheri specialmente nelle forme di fruttosio, saccarosio, glucosio o HFCS sono in grado di aumentare la trigliceridemia, abbassare le HDL protettive e facilitare lo sviluppo delle già citate  malattie non trasmissibili (MNT).

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità un buon obbiettivo sarebbe mantenere un apporto in zuccheri semplici inferiori del 10% del dispendio energetico totale.

Educate i vostri figli ad aumentare il consumo di frutta e verdura, insegnando loro che la frutta è il vero dolce. Proponetela in modi differenti, ad esempio come mousse di anguria, oppure sotto forma di chips fatte in forno e facilmente conservabili di arancia, carote o di zucca e cavoli in previsione dell’inverno e siate voi in primis, genitori, a dare l’esempio. Per qualsiasi domanda o curiosità scrivetemi via mail e vi risponderò nei prossimi articoli della rubrica.

 

 

 

*Spazio informativo a cura del Dr. Fabio Ferrario

Biotecnologo e Biologo Nutrizionista

Specializzato in scienze della Nutrizione Umana

Albo dei Biologi, sezione A, n° iscrizione AA_081672

 

+39 3515809546

ff.nutrizionista@gmail.com

 

 

 

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