‘+Spiagge e monti pieni: l’Italia del turismo batte il Covid

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L’Italia del turismo batte il covid. Se lo scorso anno il virus aveva fatto sentire pesantemente la sua presenza, quest’anno, anche grazie a vaccini e green pass, i vacanzieri non sembrano aver rinunciato a qualche giorno di svago riempiendo localita’ balneari e montane. Da nord a sud le principali mete stanno registrando infatti presenze superiori alle attese con livelli che se non sono ancora quelli pre covid hanno comunque di molto migliorato quelli dello scorso anno.

E se sono mancati in parte i turisti stranieri, soprattutto gli extraeuropei, il cosiddetto ‘turismo di vicinanza’ ha sopperito alla mancanza.

Una stagione da incorniciare per gli operatori turistici della riviera romagnola, nel segno del pienone, del grande ritorno degli italiani e della confermata presenza anche di numerosi stranieri europei, per lo piu’ svizzeri, tedeschi, austriaci e francesi.

Lo conferma Patrizia Rinaldis, presidente dell’associazione albergatori di Rimini: “Fin da luglio abbiamo cominciato a vedere una richiesta in aumento – spiega – ma l’exploit lo abbiamo avuto in agosto, perche’ sin dalla prima settimana c’e’ stato il quasi sold-out”.

Ma non e’ stato tutto rose e fiori: “E’ stata la stagione piu’ difficile, non ne ricordo un’altra, per quanto riguarda il reperimento di persone”, racconta ancora Patrizia Rinaldis. I giovani dovrebbero essere “motivati a lavorare e non a stare seduti sui divani”, sottolinea, criticando velatamente gli strumenti di welfare come ad esempio il reddito di cittadinanza.

La prima parte di luglio in Sardegna invece e’ partita un po’ lenta, poi dalla seconda meta’ si e’ registrato un buon andamento. Agosto poi “e’ andato a pieno regime”, anche se non con i numeri del 2019. Resta l’incognita per settembre e ottobre. E’ la sintesi fatta da Nicola Palomba, vicepresidente di Confindustria Sardegna Meridionale per il settore. “E’ bene ricordare – spiega all’AGI – che le strutture ricettive e tutta la filiera turistica, che include anche tutti i bar, i ristoranti e chi produce materie prime, hanno misurato un ritardo di due mesi dalla ripartenza. Per tenere in vita il comparto, un mese, ovviamente, non puo’ bastare. Se prima parlavamo di una stagione corta, oggi parliamo di un segnale di un mercato che vuole riprendersi”. Sul fronte del Green pass, Palomba spiega che molti operatori turistici avrebbero “preferito che fosse stato obbligatorio dall’inizio della stagione anche per gli alberghi e non solo per bar e ristoranti”.

Non solo controesodo, sono oltre ottocentomila le presenze in agriturismo a settembre, particolarmente apprezzato da quanti cercano il relax e la tranquillità ma vogliono anche approfittare dei risparmi possibili con l’arrivo della bassa stagione. E’ quanto stima la Coldiretti in occasione del rientro dalla vacanze estive per 20,8 milioni di italiani che hanno scelto di andare in ferie in agosto.

“Con l’emergenza sanitaria Covid quest’anno – sottolinea la Coldiretti – si registra un aumento del turismo legato alla natura mentre la volontà di attendere un miglioramento della situazione ha portato molti turisti a rimandare il più possibile la partenza. A far scegliere una delle 24mila strutture agrituristiche è certamente secondo www.campagnamica.it l’opportunità di conciliare la buona tavola con la possibilità di stare all’aria aperta avvalendosi anche delle comodità e dei servizi offerti. Peraltro si tratta di strutture situate in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza secondo Terranostra”, spiega ancora l’associazione.

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