Sinistra alla ricerca di un altro leader (da rottamare?)

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    Il risultato è di quelli schiaccianti, che non ammettono repliche. La debacle della sinistra stavolta risuona in modo sordo e rimbombante nelle orecchie di coloro che dovrebbero rappresentarla.
    Il ballottaggio decisivo per le comunali ha espresso il suo giudizio, e seppur con il calo della
    percentuale dei votanti rispetto alla prima tornata , ha presentato il conto, salato, alle roccaforti rosse, le ultime che erano rimaste, e che ora hanno cambiato colore.

    Pisa, Imola, Massa e Siena sono solo la punta di un iceberg ben più profondo, che con il passare
    del tempo sembra sciogliersi come un gelato sotto il sole di agosto.

    A godere è il centro destra che sospinto dagli accadimenti a livello nazionale, gode ora di un
    continuo aumento di consensi.

    Stabili invece nelle percentuali i 5 Stelle, che conquistano Imola, comune rosso da oltre 70 anni.
    Il volo vero lo spicca la Lega. I sostenitori del carroccio paiono in continuo aumento, mettendo
    sempre più in crisi il PD ed i suoi alleati. Inutili infatti sembrano le dichiarazioni contro l’operato del
    neo Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, da parte di quella che sembra ormai una minoranza a tutti
    gli effetti.

    Il leader leghista pare aver capito come bisogna fare politica al giorno d’oggi: in modo mediatico e
    diretto, per quanto possibile , ma soprattutto rivolgendosi direttamente, ed in prima persona alla
    grande massa di elettori, relegando in un angolo tutti gli oppositori.
    Sicuramente il “mea culpa” spetta a coloro che non hanno saputo imbastire un vero e proprio
    programma che potesse contrastare quello del centro destra; forse colti alla sprovvista, oppure
    realmente non all’altezza della situazione.
    In effetti la sensazione diffusa oggi, anche e soprattutto in coloro che rappresentano lo zoccolo
    duro dell’elettorato di sinistra, è il vuoto al comando, l’assenza di personalità , la mancanza di un
    vero leader capace di restituire dignità a quella che ormai sembra essere una “Compagine allo
    sbando”
    Spinto da questo sentimento, sembra voler colmare questo buco, “L’avvocato delle cause vinte”, come lo chiama Mughini. Lo scrittore, giornalista Roberto Saviano.
    Ed ecco che l’ormai “Ufficio di Collocamento” PD affida il virtuale incarico di leader carismatico all’autore di Gomorra, proprio perché anch’esso capace a livello mediatico, molto bravo a persuadere la coscienza ormai imbarstardarda di questo popolo però stanco di farsi fottere dai soliti politicanti.

    La faccia di Saviano è quella del bravo ragazzo, atteggiato a tuttologo e signore delle risposte. Ci spiega, registrando video dal suo lussuoso attico di New York, ciò che a detta a sua è giusto o sbagliato, permettendosi addirittura di insultare Salvini, ignorando di fatto la carica istituzionale che il leghista ricopre. Non proprio il prototipo di portabandiera che il partito democratico si meriterebbe, ma come si dice? Questo è quello che passa il convento.

    Il “Re delle ovvietà” napoletano infatti rappresenta senz’altro una scelta coraggiosa, ma pur
    sempre più intelligente rispetto alla restante scarna rappresentanza democratica, proprio perché incarna quelli che purtroppo sono diventati i valori di questa sinistra moderna, non più proletaria ma capitalista. Marx e Gramsci si staranno rivoltando nella tomba.

    Moreno Guigli

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