Silvia Minardi: “Non coi partiti, ma con la Città”. E intanto Progetto Magenta cala il suo asso, è Marco Marturano

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Si terrà sabato mattina, in Casa Giacobbe, il lancio della Civica che propone a Sindaco Silvia Minardi, al suo fianco uno dei più bravi spin doctor italiani.

MAGENTA –  La politica è una cosa seria. Soprattutto la politica e, in primis, la sua comunicazione, va trattata in modo professionale e con competenza. Concetti che Silvia Minardi, candidata a Sindaco per Progetto Magenta, ha ben chiari. E concedeteci la battuta, non poteva che essere così.

D’altronde la ‘Prof.ssa’ – che conosciamo ormai da un bel po’ di anni – è una perfezionista. E allora – domanda retorica – poteva una come lei non capire che per vincere, bisogna scegliere i migliori? Detto, fatto. La vera notizia che abbiamo appreso nelle scorse ore – non senza un certo piacere, visto che con il soggetto in questione siamo legati da una sana ‘fratellanza nerazzurra’ – è che il regista della campagna elettorale di Silvia Minardi sarà Marco Marturano.

Per chi non ama o non conosce la comunicazione politica e pubblica, questo nome non dirà granché. Per noi che siamo ‘addetti ai lavori’ e – lo confessiamo anche allievi di Marco – è un nome che dice tantissimo. Marco Marturano è uno dei principali spin doctor italiani, è lui lo stratega di moltissime campagna elettorali nazionali e non di figure di assoluto primo piano nel panorama politico italiano.

Noi abbiamo avuto la fortuna d’incrociare sulla nostra strada Marturano nell’ormai lontano (purtroppo) 2005.

All’IED di Milano Marturano e il suo staff teneva un seguitissimo e apprezzato Master in Comunicazione Pubblica, Politica e Lobbyng. Un’esperienza formativa assolutamente interessante che tra le altre cose ci ha consentito di conoscerlo meglio e, soprattutto, di conoscere la sua storia professionale e non solo.

Marturano nell’ambito della comunicazione politica è una sorta di enfant prodige, visto che ha avuto la fortuna (ampiamente meritata sul campo) di partecipare alla prima e vincente campagna elettorale di Bill Clinton.

 

Marco all’epoca era nello staff  di Clinton. Gli USA del resto su questo fronte  sono sempre stati la palestra ideale, avanti anni luce rispetto alle campagne elettorali caserecce e consenticelo, a volte un po’ maccheroniche, che vengono imbastite, dalle nostre parti, specie nei centri di dimensioni più piccoli.

Marturano invece ha sempre avuto e promosso un concetto molto chiaro: la comunicazione non è un optional, tutt’altro. Se volete conoscere l’importanza di aver una “war room” o una azione di raccolta fondi efficace – (quando possiamo preferiamo sempre l’italiano agli anglicismi, ce lo consentirà la Prof!) – allora andate su Google e cercate l’ampia pubblicistica di Marturano. Che oltre che un bravissimo comunicatore è anche giornalista. Originario di Sesto San Giovanni,  il rapporto di amicizia e stima profonda tra Marturano e Silvia Minardi nasce in seno all’Associazione Amerigo – International Cultural Exchange Program Alumni, di cui i due sono a capo.

Trattasi di una realtà che riunisce gli ‘alumni’ italiani dei Programmi di scambi culturali internazionali promossi, nelle loro varie articolazioni, dal Dipartimento di Stato americano (Bureau of Educational and Cultural Affairs).

“E’ in questa occasione – ci spiega Minardi – che è nata l’amicizia con Marco. Sono davvero contenta che ci sia anche lui in questa campagna elettorale”. 

Per noi amanti pallonari, trattasi del classico colpo ‘spacca mercato’  una vero crack tanto per capirci.

Avere Marturano in panchina a dirigere la squadra di Silvia (capitana) e un po’ come avere in panca il Josè Mourinho dei tempi migliori (adesso con tutto l’affetto che nutriamo per il buon Josè, ancora un campione a livello dialettico, onestamente ci verrebbe da dire che la carta d’identità vale per tutti).

Non sappiamo in termini di percentuale, quando, potrà portarle ma di certo, ci sono studi scientifici (perché anche la comunicazione politica ha delle basi di fondo certe) che pur con una certa forbice, riescono ad individuare questo valore che vi assicuriamo non è affatto trascurabile.

 

A questo punto capiamo anche la genesi di quel #ètuttacolpadellaminardi che indubbiamente ha reso meno professorale e più frizzante l’immagine della Prof.ssa. Adesso non ci resta che attendere sabato mattina.

Quando la nuova proposta civica al 100% con un metodo concreto e con un progetto chiaro – come si legge nel comunicato stampa d’invito – sarà disvelata.  Anche quel patto forte per la Città e con la Città, che emerge dallo slogan “Io sto con Magenta, Io sto con Silvia” va a rimarcare ancora di più questo concetto. E ci viene da dire in un contesto ad oggi di assoluto favore, almeno come ‘clima’ e scenario.

 

Perché dopo il “disastro Calati”, Luca Del Gobbo – altro calibro da novanta se scioglierà le riserve- dovrà cambiare totalmente registro, pur avendo dalla sua la forza numerica del Centrodestra che con la sua figura di cerniera dovrebbe presentarsi unito e compatto (a parte Marco Ballarini che a quel punto scenderà in campo più per questioni personali, quasi la politica fosse una sorta di duello rusticano, con un “pistolero stanco” quello di Corbetta che rischia di arrivare con le munizioni a salve ed essere impallinato pesantemente) e lo stesso Enzo Salvaggio (di cui parleremo in altro articolo a parte) che pur essendo un ottimo candidato e una ‘bella persona’, è il principale compartecipe dell’inizio della decadenza magentina.

L’attuale PGT, non a caso, è a firma di Enzo Salvaggio che sotto l’Amministrazione Invernizzi accettò  la missione suicida (tanto più per un debuttante in Giunta) di vedere accorpati nella sua persona l’Assessorato al Territorio con quello ai Lavori Pubblici, coi risultati disastrosi che tutti ricorderanno,  così come Salvaggio, se volessimo portare alle estreme conseguenze i concetti della “war room”, è quello della Casa ex Vincenziana, dove non si è mai ben capito se i richiedenti asilo, molti di loro poi considerati clandestini a tutti gli effetti ed espulsi dal territorio nazionale, avessero o meno una luogo di preghiera o calcando la mano una ‘moschea abusiva’ dove ritrovarsi con la compiacenza dell’Amministrazione cittadina.

Roba da “guerra sporca” certo ma “armi” che in una campagna elettorale senza esclusioni di colpi si possono usare eccome. 

Resta la domanda di fondo: dopo 10 anni di decadimento, Magenta potrà rialzarsi stringendo un patto forte con la civica Minardi ma soprattutto, basterà Marco Marturano in campo per colmare il gap con i partiti? 

Ovviamente, lo sapremo solo a fine maggio o chissà a giugno dopo un ballottaggio tirato.

Di certo, Marturano in campo con Minardi è una bella notizia per questa campagna elettorale che a questo punto sarà ancora più avvincente ed equilibrata.

 

F.V.

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