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‘Sgara’, da Marcallo al Ministero del Turismo. Storia di un secchione non borioso e terragno, perfetto mix di tecnica e politica

Dal Bramante di Magenta alla Bocconi, dai Gamba de Legn alla Regione. 40 anni dopo Marcora, un altro ministro dell'est Ticino

 

MARCALLO CON CASONE – Dai ‘tuloni’, ossia la batteria che suonava ai tempi dei Gamba de Legn, il gruppo di rock blues dialettale fondato nel 1987 con l’amico di Liceo Giovanni Parini, al Ministero del Turismo (con portafoglio). It’s a long way to the top, è una lunga strada quella che ha portato Massimo Garavaglia, nato a Cuggiono nel 1968 e da sempre cittadino di Marcallo, al gotha della politica italiana.

Nei toto ministri di queste convulse ore il nome dell’ex sindaco marcallese era comparso sul Corriere della Sera, ma il rebus era talmente complesso che non v’erano certezze. E invece Sgara, come lo chiamano vezzosamente gli amici dei vecchi tempi, entra nell’esecutivo dell’ex governatore della Bce assieme al dioscuro Giancarlo Giorgetti e ad Erika Stefani. Bel colpo, magistrale diremmo.

Strada lunga e tortuosa, quella del successo di un autentico figlio dell’est Ticino e delle nostre terre.

Da Marcallo al Liceo Bramante, tempi nei quali conosce l’amore della sua vita, Marina Roma. E’ con lei che divide, da decenni, vita, matrimonio e passione politica. Hanno due figlie educate e molto composte, Alessandra e Martina, passate anche loro dalla stessa scuola dei genitori.

La fede leghista risale alla prima giovinezza. Nel 1995, dopo esseresi laureato alla Bocconi (fu allievo di Mario Monti), si candida alle elezioni del suo paese ma viene sconfitto. Riprova nel 1999, vince con oltre il 40% e inizia una scalata senza fine. Cambia il volto di Marcallo, rivince incassando più del 60% dei voti. In un partito nel quale dopo gli anni di Gianfranco Miglio gli intellettuali non abbondano, si fa apprezzare per il suo profilo tecnico e di profondo conoscitore di economia e bilanci.

E infatti lo nota Giancarlo Giorgetti, guarda caso nel difficile passaggio dell’era Bossi dopo la malattia del Senatur, ecco che Sgara diventa deputato nel 2006, a 38 anni. Nel 2008 è il più giovane senatore della Repubblica, a 40 anni e poco più. Nel 2013 viene chiamato da Roberto Maroni a guidare l’assessorato alle Finanze di Regione Lombardia.

Verrà indagato per turbativa d’asta a seguito della ben nota indagine sull’appalto per i dializzati, venendo poi assolto nel luglio 2019 dalla quarta sezione penale del Tribunale di Milano.

Nel 2018 è Viceministro all’Economia nella breve parentesi del governo Conte uno. Nel toto ministri entra parecchie volte, anche dopo. Sgara ha attraversato 30 anni di Lega, dalle segreterie di Bossi e Maroni a quella di Matteo Salvini. Dove, pur non essendo un salviniano di ferro (anche per motivi anagrafici), rimane ad alti livelli di considerazione interna al partito.

Nel 2019 sua moglie Marina gli succede come sindaco di Marcallo, 10 anni dopo il suo addio alla guida del paese. Pareva che un posto da Ministro fosse stato prenotato dal capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, in fortissima ascesa nel Carroccio, ma è su di lui che Salvini (e ovviamente Mario Draghi) puntano per far ripartire  uno dei settori strategici e più provati dal Covid; il turismo, che vale il 13% del Pil italiano. Lo dice anche Matteo Salvini in diretta con Enrico Mentana, caricando così sulle spalle di Massimo Garavaglia un pesante fardello di oneri ed onori.

A soli 52 anni, Massimo Sgara Garavaglia raggiunge il punto più alto di una carriera politica ormai lunga decenni, durante la quale ha dimostrato di saper gestire le burrasche e le tempeste della politica senza mai tradire la sua immagine di sapiente conoscitore del bilancio dello Stato.

Del resto non si entra ai vertici della Cassa Depositi e Prestiti senza averne i titoli. E non passi neppure dal salotto più importante della politica italiana, quello di Bruno Vespa e Porta a Porta, senza averne i galloni e l’autorevolezza.

Molti, come noi, lo ricorderanno sorridente bersi una birra con gli amici al Festival di Terra Insubre, che nasce con le sue Amministrazioni al parco Ghiotti di Marcallo. Canta, suona, è guascone e parla spesso in dialetto, anche nelle solenni sede istituzionali.

Un figlio della terra e della provincia, mai rinnegate nella sua parabola politica.

E così, a oltre 40 anni dall’epoca dell’indimenticato leader democristiano Giovanni ‘Albertino’ Marcora da Inveruno (dove fu sindaco, esattamente come Sgara; divenne poi Ministro dell’Industria e soprattutto dell’Agricoltura), l’Est Ticino torna al Governo, anche se bisognerebbe includere pure Mariapia Garavaglia da Cuggiono, che fu ministro della Sanità ma che vive a Roma da molti anni.

Giovanni Marcora

Un colpo davvero ad effetto, travolgente come una delle fulminanti manche di Alberto Tomba in slalom speciale. Ministro del Turismo a fianco dell’italiano forse più autorevole al mondo in questo delicato e drammatico passaggio, Mario Draghi, nonché uomo di punta del primo partito italano, con a fianco il suo ‘dioscuro’ Giancarlo Giorgetti.

Niente male,  per l’ex consigliere comunale di opposizione a Marcallo nel 1995… In bocca al lupo Massimo, ti auguriamo di non dimenticare mai le terre dure ma generose che ti hanno dato i natali e cresciuto. Ma siamo abbastanza certi che NON lo farai.. 

D’altro canto, per molti di noi, sei e sarai sempre al fiou cal picheva i tuloni.

So long, a questo punto.

Fabrizio Provera

 

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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