‘+Sequestrati 525mila euro all’ex europarlamentare Lara Comi

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    MILANO –  Ammonta a 525mila euro il sequestro nei confronti dell’ex europarlamentare di Forza Italia, Lara Comi, e di altri cinque indagati nell’inchiesta della Procura di Milano per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche a danno del Bilancio dell’Unione europea.

    Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero incassato i finanziamenti del Parlamento europeo, dichiarando un’attività di assistenza all’ex europarlamentare che non sarebbe stata realizzata o solamente in minima parte. I compensi degli assistenti in gran parte venivano girati in contanti alla stessa Laura Comi e al padre oppure “mediante bonifici” sul conto dell’ex europarlamentare e dell’associazione Europe4you, “riconducibile alla stessa”, si legge nel decreto del gip di Milano, Raffaella Mascarino. I contratti venivano stipulati con persone nominate come “assistente locale” o “assistente alle persona” . Gli indagati, si legge nel decreto, “si procuravano un ingiusto profitto con correlativo danno per l’istituzione comunitaria, consistente nei contributi erogati dal Parlamento per l’attività contrattualizzata, effettivamente prestata solo in minima parte”.

    “E’ arrivata Lara, io mo’ devo raggiungere Renato, perché lei è andata da Bernieri e non vuol girare con la busta”. E’ quanto scriveva nel febbraio 2015 Alessia Monica, assistente dell’ex europarlamentare Lara Comi, indagata assieme ad altre cinque persone nell’inchiesta della Procura di Milano per truffa al bilancio dell’Unione europea. Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero incassato i finanziamenti del Parlamento europeo, dichiarando un’attività di assistenza all’ex europarlamentare che non sarebbe stata realizzata o solamente in minima parte. Mentre i compensi degli assistenti sarebbero stati girati alla Comi e al padre. La “busta”, spiega il gip di Milano Raffaella Mascarino nel decreto di sequestro da oltre 500mila euro nei confronti della Comi e di altri cinque indagati, “è da individuarsi nella busta piena di banconote per un ammontare complessivo di 3.300 euro consegnata da Gianfranco Bernieri”, altro indagato nell’inchiesta.
          Su un telefono sequestrato a un altro indagato, Giovannipio Gravina, il gip scrive che è stata “è stata individuata una significativa conversazione scritta (chat), risalente al 20.02.2015, effettuata mediante l’applicazione di messaggistica Skype tra lo stesso Gravina e sua moglie Alessia Monica”.
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