#SANREMOSUTNDALDIVANO – Monica Mazzei intervista Matteo Romano

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SANREMO  –  Il versatile diciannovenne, amante delle lingue, è partito da Tik Tok e dagli open live per Emma; per più giungere ‘direttamente’ a Sanremo. Con noi ha commentato con grande professionalità e maturità la propria esibizione sanremese, e ha affermato la propria convinzione sul brano che ha presentato in kermesse. Anche pianista, Matteo riscuote l’unanimita’: a tutti gli effetti, una nuova promessa della musica!
Venerdì si è esibito all’Ariston in un duetto con Malika Ayane in una cover di Elton John. 

Il giovane Matteo Romano così si è espresso sulla sua esibizione sanremese e sui suoi primi ricordi musicali:

“Sono molto contento di come è andata la mia esibizione. Ho cercato di abbracciare l’emozione più che farmi travolgere e di trasmetterla dal palco. È un brano che secondo me necessita di grinta ed un minimo di ‘presenza’. Ci sono stati anche dei momenti fuori onda che mi hanno parecchio ‘gasato’. Prima di esibirmi è passata da me la Pausini che ha il camerino di fianco al mio. Mi ha chiesto di girare un video con lei da postare, perché sua figlia è molto entusiasta di sua mamma a Sanremo ed e’ molto mia fan! Questo è stato quasi surreale per me, perché uno dei miei primi live che ho visto e di cui mi ricordi, a 6-7 anni, è stato proprio uno della Pausini!”.

Matteo sui suoi “esordi” su Tik Tok:

“È stato un percorso molto veloce ma anche molto naturale per me. È stato anche molto repentino da quando sono partito dai social, però ho cercato sempre di mantenere anche una coerenza artistica: anche su Tik Tok non ho mai voluto creare dei trend o fare dei balletti, ad esempio. Io voglio fare musica! Per me Tik Tok è stata una piattaforma di lancio. Nell’ultimo anno sento di aver però lavorato tanto, quindi non mi piace e l’idea mi si consideri solo un ‘Tik-toker’! Anche con ‘Testa e Croce”, un brano che abbiamo scritto un anno fa, abbiamo cercato di raggiungere i giovani con l’impronta di farlo per portarlo in un contesto come quello sanremese. La prima cosa che ho fatto appena ho firmato il mio contratto con la casa discografica, ho detto subito che il mio sogno era arrivare a Sanremo. L’esperienza di questa estate in apertura dei concerti di Emma, mi ha anche permesso di prendere un po’ di consapevolezza, di esercitarmi con una presenza sul palco. Poi nell’ultimo mese ho avuto modo di prepararmi al massimo per Sanremo, soprattutto dopo la vittoria alla selezione “Giovani”, ad esempio con un insegnante di presenza scenica”.

Sull’appoggio pieno di orgoglio di Cuneo, la sua città di origine (di fatto Matteo è il primo cunese che va a Sanremo):

“È meraviglioso avere anche il sostegno di Cuneo, che è tanto vicina al mio cuore. Non sono a Cuneo da quattro mesi per il lavoro ma ho sempre vissuto lì ed e’ sempre stata la mia realtà”.

Sulla scelta della cover e del duetto che ha preparato per Sanremo e che porterà stasera sul palco:

“La scelta del brano di Elton John è stata dettata dal fatto che ci tenevo a portare qualcosa che fosse coerente con il mio percorso. Mi rendo conto sia una scelta ambiziosa. Voglio omaggiare Elton John con grande rispetto e con la consapevolezza che sono un ragazzo di diciannove anni: la farò a mio modo ma mantenendo lo spirito di Elton John. Sono sempre stato appassionato di lingue, soprattutto la lingua inglese, quindi volevo portare un brano internazionale anche pensando di farmi così ‘vedere’ un po’ di più rispetto ad altri bug molto più conosciuti di me. Il brano l’ho scelto anche perché mi rispecchio molto nell’artista che è Elton John: anche lui e’ un cantautore e suona il pianoforte. “Your Song” poi è una delle più belle ballate di sempre. È bello il suo modo di cantare l’amore in generale ma quasi con una certa ingenuità. Mi ci rispecchio molto. È ciò che portato in qualche modo anche in ‘Virale’, anche se in modo più umile.

La scelta su Malika poi è caduta perché la trovo un’artista con una voce pazzesca e l’abbiamo anche visto l’altro giorno, sono felice di averla vista sul palco. Lei ha la sensibilità giusta per aiutarmi a vivere un momento come questo con questo brano”.

Sull’impatto di Sanremo all’estero: Matteo ha già pensato ad un mercato estero, magari soprattutto latinoamericano, per promuovervi il suo lavoro?

“Sarebbe il passo successivo e sarebbe fantastico arrivare al mercato internazionale ma al momento penso soprattutto a quello inglese. In realtà le prime canzoni che ho scritto sono state in questa lingua, che amo molto. Addirittura non pensavo di riuscire a scrivere in italiano perché l’inglese permette migliori assonanze e consonanze. Non conosco molto bene lo spagnolo e il brasiliano”

Sulla sua esibizione dopo Emma:

“È stato di nuovo surreale! L’estate scorsa aprivo i suoi concerti e quest’anno eravamo a Sanremo, uno dopo l’altra. In primis provo orgoglio ed e’ molto stimolante essere affiancato ad una artista del genere. Ma provo lo stesso verso tutti gli altri partecipanti di Sanremo. Emma in particolar modo è una artista a 360 gradi. È anche attrice, ha appena fatto un film. E ha grandi doti interpretative. Ed e’ molto contenta per me!”.

Sui suoi progetti dopo Sanremo e se desidera veicolare qualche messaggio agli altri giovani, vista la sua giovane età:

“Per quanto riguarda i miei progetti futuri, ho lavorato nell’ultimo anno ad un album che non vedo l’ora di pubblicare. Mi permetterà finalmente di pubblicare un tipo di progetto più organico, con un concept che possa portare avanti la mia visione artistica completa e ciò che voglio essere. Mi permetterà di entrare in contatto in modo versatile con tutto ciò che è la mia realtà.
In realtà per quanto riguarda invece un messaggio da dare agli altri giovani, potrei sicuramente comunicare che è importante mettere se stessi sempre in ogni progetto che si intraprende nella vita, è far arrivare nel mio caso specifico, il messaggio che si può arrivare al festival di Sanremo anche partendo dalla propria cameretta ed essendo timidi come me, che non sono certo una persona egocentrica e che si mette in mostra. Caratterialmente non sono il tipo più spigliato di sempre! Mi ritengo una persona autentica e semplice. Per il resto non voglio assolutamente farmi portavoce della mia generazione. Non voglio insegnare agli altri come bisogna essere”.

Sulle sue influenze musicali:

“Tutta la musica italiana da Fabrizio De Andre’ a Gino Paoli, passando per Luigi Tenco, hanno avuto influenza benefica su di me! Dal cantautorato classico, come anche Franco Battiato, perché hanno formato la mia sensibilità musicale di oggi”.

Quali battaglie contano oggi per Matteo e di quali dovrebbe farsi carico la sua generazione?

“Sicuramente ciò che mi piace della nostra generazione rispetto a quelle più grandi, è il fatto che abbiamo soprattutto una mente più aperta. Le battaglie da portare avanti oggi sono senz’altro quelle per continuare a portare avanti una apertura di mentalità su tanti punti, perché alcune situazioni oggi vengono accettate ancora in modo meccanico ma non del tutto naturale. Non bisogna più fare discorsi e distinzioni sul colore della pelle, e sull’orientamento ed identità di genere!”.

A cura di Monica Mazzei
Freelance culturale
monica.mazzei.eventi@gmail.com

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