Sanremo 2017, dalla nostra specialissima inviata.. sul divano

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    La terza serata nella cronaca della nostra Emanuela Arcidiacono

    SANREMO- INVERUNO – Immaginatevi il Teatro Ariston, ed immaginatevi due mostri sacri della tv seduti sui gradini.
    Perché nel Sanremo delle larghe intese accade anche questo, accade che i professionisti mutuino vicendevolmente l’atteggiamento uno dell’altro.
    Pertanto abbiamo Carlo Conti nella posa tipica di Maria a Uomini e donne, mentre Maria De Filippi sembra meno impostata nel proprio registro stilistico.
    Da questa originale inquadratura, i conduttori annunciano l’arrivo sul palco del Piccolo Coro dell’Antoniano per festeggiare i 60 anni dello Zecchino d’oro.
    I giovani artisti hanno eseguito i brani più celebri della tradizione dell’Antoniano da volevo un gatto nero e 44 gatti a le tagliatelle di nonna Pina al coccodrillo come fa, con un brio che solo i più piccoli possono avere, coinvolgendo il pubblico con il loro entusiasmo.

    La terza serata del Festival, a mio parere è la più bella, osservare gli artisti confrontarsi con brani celebri del passato, canzoni simbolo della manifestazione canora oltre  ad essere affascinante, dimostra la loro bravura.

    Sempre complesso eseguire un’aria celebre personalizzando la versione originale senza stravolgerla.

    Le performance più suggestive sono state quella di Fiorella Mannoia con Sempre e per sempre, che ha dimostrato inconfondibile eleganza ( andando ben oltre il suo outfit ancora una volta azzeccato), Paola Turci, con indosso un austero tuxedo reso molto femminile, in Un’Emozione da poco, è riuscita a darne una versione molto rock, pur mantenendo nel ritornello il ritmo che fu di Anna Oxa.

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    A Marco Masini è stata tributata una vera e propria ovazione, con Signor Tenente di Faletti, suo amico fraterno, ha riportato sul palco la commozione per la prematura scomparsa dell’artista e l’esibizione è stata di altissimo livello.

    Anche Elodie, con Quando finisce un amore di Cocciante ha trasmesso grande intensità , forza in alcuni tratti rabbia, rendendo credibile un paragone complesso con uno degli autori più amati della musica italiana.

    Infine Sergio Sylvestre con Vorrei la pelle nera ha colpito tutti con la sua leggerezza ( il gioco di parole è voluto e tende a sottolineare sia la leggiadria con cui l’artista ha ballato sul palco sia lo stato d’animo che ha trasmesso al pubblico), smaltita l’emozione per la prima sera si è lasciato andare in modo coinvolgente.

    Interessante la versione di Susanna di Celentano cantata da Francesco Gabbiani, credo che si parlerà molto di lui dopo questo Festival ed il suo brano diventerà una hit radiofonica.

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    Gli artisti sono stati i veri protagonisti della serata.

    Ad inizio puntata un Crozza/ Papa Francesco ha benedetto l’accoppiata Fratello Carlo/Sorella Maria ( quasi in stile francescano) definendoli i Bonnie and Clyde dell’auditel, ha rimarcato i contrasti interni della Chiesa paragonandoli a quelli dei Subsonica!

    E collegandosi alla serata delle cover ha definito il Governo Gentiloni la cover di quello di Renzi.

    Mi lascia sempre a bocca aperta lo spot del gestore telefonico del Festival con la voce di Mina, sarebbe stupendo poterla anche vedere.

    Valletti d’onore questa sera Gassman e Giallini, eroe del quotidiano un’anziana ostetrica che ha fatto nascere più di 7200 bambini ed ospiti comici Luca e Paolo.

    Ma una menzione speciale va a Mika, super ospite della serata, che, nonostante l’emozione che Teatro Ariston suscita, non si è perso d’animo e nonostante non si siano aperte le porte ( per un intoppo tecnico), è corso sul palco dalle quinte ed ha simpaticamente preteso di scendere comunque dalle scale, ringraziando questo contrattempo per aver rotto il ghiaccio ed averlo rasserenato.

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    E’ la sua seconda apparizione a San Remo a distanza di dieci anni, e con un rinnovato amore per il nostro Paese.

    Non appena è rimasto solo sul palco, Mika, ha catapultato tutti gli spettatori in un vero e proprio musical, ricordando atmosfere del tempo che fu e programmi come Studio uno.

    La musica cambia il colore della mia anima, ha dichiarato, e se qualcuno pensa che un colore ha più diritti di altri o che un arcobaleno di colori possa fare paura, questo qualcuno va lasciato senza musica.

    Un messaggio forte e chiaro ma espresso con la delicatezza che contraddistingue l’artista.

    E l’esibizione termina con un omaggio allo scomparso George Michael con Jesus to a Child.

    Un’ennesima serata successo con ascolti che sfiorano il 50% di share, 10 milioni di telespettatori e numeri importanti sul web e quindi che dire….

    Non ci resta che darvi appuntamento alla prossima puntata.

     Emanuela Arcidiacono

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