Sanità, interrogazione Lega al Pirellone per garantire una presenza di supporto alle neomamme

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MILANO – Mai più donne sole durante il parto. I padri devono poter sempre essere presenti a fianco della loro compagna durante la nascita del proprio figlio, che rappresenta uno dei momenti più importanti ed emozionanti della vita di una mamma e di un papà.

Così Alessandro Corbetta, Consigliere regionale della Lega, promotore di un’interrogazione al Vicepresidente e Assessore al Welfare Letizia Moratti per chiedere di fare in modo che “in tutte le strutture sanitarie lombarde il padre del nascituro, o un’altra persona indicata comunque dalla madre, possa assistere in sala parto durante il travaglio e nei giorni successivi al parto”.

“Il Covid – spiega Corbetta – ci ha costretti, per lunghi mesi, a modificare la nostra esistenza e a rinunciare alla normalità, per contenere il contagio e salvare vite umane. Oggi, tuttavia, siamo in una nuova fase, grazie ai vaccini, alle maggiori conoscenze della malattia, alla facilità di reperimento dei tamponi e alle misure di sicurezza adottate. È pertanto non solo impensabile, ma anche deleterio, impedire alle persone di vivere momenti fondamentali della propria vita, come la nascita di un figlio”.

“La mia proposta – continua Corbetta – raccoglie il grido di dolore e rabbia lanciato da Julia Elle, attrice e autrice, che sui profili Instagram e Facebook ha dato voce alle donne che hanno dovuto affrontare da sole il travaglio e il parto, senza la presenza del proprio compagno a causa di disposizioni interne dell’ospedale. Un post molto partecipato che mi ha colpito e spinto ad agire, in quanto ritengo fondamentale non lasciare da sola la neomamma in un momento delicatissimo, durante il quale ha bisogno, oltre che dell’assistenza medica, anche di un sostegno morale e piscologico importantissimo.”

“Per chi sta per diventare papà è fondamentale essere parte di questo momento, quando il proprio figlio viene alla luce – continua il Consigliere regionale – ma ancora più critica è ovviamente la situazione della madre: come viene raccomandato sia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sia dall’Istituto Superiore di Sanità, la presenza del partner, o di un’altra persona di fiducia della neomamma, è necessaria per il benessere psico-fisico della stessa”.

“È comprensibile – sottolinea Corbetta – che nei primi mesi del 2020, di fronte allo scoppio dell’emergenza, fossero state adottate misure così restrittive. È assurdo tuttavia che ancora oggi, con la campagna vaccinale in fase avanzatissima in Lombardia e con tutte le nuove conoscenze e misure di sicurezza anti-contagio adottate, alcune strutture sanitarie ancora scelgano di lasciare fuori i padri. Occorre prendere esempio da quegli ospedali che garantiscono la presenza del partner in tutte le fasi del parto e dare un indirizzo chiaro e uniforme ai vari punti nascita della Lombardia”.

Per questi motivi, Corbetta ha promosso l’interrogazione che chiede di fornire disposizione univoche a tutte le strutture sanitarie, “al fine di favorire l’accesso del padre o di un accompagnatore durante il parto e nei giorni immediatamente successivi, presentando la Certificazione Verde Covid-19, usufruendo di tamponi rapidi, utilizzando correttamente i dispositivi di protezione individuale e osservando scrupolosamente le regole anticontagio”.

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