Sanità/Al Santa Crescenzia arriva il dottor Marco Gennari, cardiochirurgo e libero professionista del ‘Monzino’

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IL “TASSELLO MANCANTE” NELLA RETE MEDICA DEL SANTA CRESCENZIA.  ECCO UN’ULTERIORE RISORSA A DISPOSIZIONE DELLA BUONA SANITA’ SUL TERRITORIO

MAGENTA –   Dopo aver aderito all’iniziativa Medici Monzino nella tua Città , il Poliambulatorio Medico Santa Crescenzia, fa un ulteriore balzo in avanti per quanto riguarda la buona Sanità sul territorio e la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Da  qualche tempo, infatti, ha avviato una collaborazione con il centro diretto dal dottor Andrea Rocchitelli, il dottor Marco Gennari, 39 enne, libero professionista, nonché cardiochirurgo che collabora da tempo col ‘Monzino’. Uno specialista della materia  che dopo essersi laureato alla Sapienza di Roma ha iniziato praticamente subito la scuola di specialità a Milano e, da lì, l’esperienza al ‘Monzino’. Condita da importanti momenti di aggiornamento e approfondimento a Lione e Zurigo. 

In buona sostanza, nonostante la giovane età, il cardiochirurgo è da 12 anni che ha iniziato questo sodalizio con il prestigioso centro medico milanese. Il focus in cui il dottor Gennari è specializzato riguarda l’intervento sulle valvole cardiache malate. 

Qui va detto che negli anni c’è stato un crescendo a livello di novità e tecnologia tali da consentire interventi sempre più all’avanguardia e sempre meno invasivi per il paziente. “Un tempo – spiega lo specialista – si procedeva con la sternotomia classica che ovviamente è maggiormente impattante e prevede dei tempi di degenza e di recupero più lunghi. Oggi è possibile entrare attraverso dei piccoli fori all’altezza dell’inguine con un approccio ipercutaneo. Grazie ad una telecamera si può arrivare sino alla valvola malata e ripararla”.

Marco Gennari, non solo medico, ma anche amante dell’arte

La procedura TAVI  (Transcatheter Aortic Valve Implantation)  consiste dunque,  nella possibilità di impiantare una valvola aortica trans-catetere in pazienti affetti da stenosi valvolare ortica severa che non sono candidabili all’intervento tradizionale a cuore aperto sulla valvola e quindi senza la necessità di ricorrere alla circolazione extracorporea.

L’Ecocardio è l’esame principe o base che dir si voglia, per poi valutare se il paziente necessiti di una soluzione del genere. 

“In linea di massima – prosegue il professionista – i segnali sono sempre gli stessi: stanchezza diffusa, fiato corto e dolore al petto”.  Di norma, già con un Eco Cardio si  capisce se ci troviamo dinanzi alla necessità  di una TAVI  che viene consigliata soprattutto sui pazienti più anziani.

“Questo in quanto i fattori di rischio, vedasi il fatto che non serve una sedazione completa del paziente, bensì solo un’anestesia locale, fanno propendere per una opzione del genere”.

La procedura TAVI d’altronde è ormai affidabile e ben collaudata considerato che ormai il primo impianto è datato 2002. Perciò secondo anche gli ultimi studi sulla popolazione ‘over 70’ ha la stessa efficacia della tradizionale valvola cardiaca. Intervento quest’ultimo che ad oggi viene consigliato  soprattutto alla popolazione più giovane.

L’ Eco Cardio, si è detto, è il principale indicatore. Ma potrebbe anche darsi che in taluni soggetti non sia sufficiente. In questo caso si procede con una TAC  con liquido di contrasto che consente, tra l’altro di capire con esattezza la fattibilità della TAVI.

“Il decorso se non ci sono problematiche legate al ritmo cardiaco piuttosto che per quanto attiene gli accessi vascolari  prevede una degenza media di 3-4 giorni in ospedale e poi un recupero abbastanza veloce al domicilio”.

L’altro ambito con approccio abbastanza simile in cui è specializzato il dottor  Gennari è la riparazione della valvola mitralica e tricuspide con una clip.

“Anche alcune patologie della valvola mitralica possono essere affrontate con metodiche minimamente invasive, trans-catetere. La patologia meglio studiata è l’insufficienza mitralica, che consiste nella mancata chiusura completa (“tenuta”) della valvola mitrale nel corso della sistole ventricolare, a causa di una malattia intrinseca della valvola o di una dilatazione delle sue strutture di sostegno, come conseguenza della dilatazione cardiaca secondaria ad infarto a cardiomiopatia” spiega il dottor Gennari.

Anche in questo caso ci troviamo dinanzi ad un intervento scarsamente invasivo.  Va da sé che già da queste righe emerge come sia importante per il Santa Crescenzia poter contare sull’ausilio di un professionista del genere che s’inserisce appieno in una filosofia basata sull’approccio interdisciplinare nella cura del malato.

Indubbiamente un percorso di cura e di prevenzione per il paziente completo, affidabile e quel che è più conta che si basa su quel concetto di medicina di prossimità che oggi è un tassello fondamentale della riforma socio sanitaria regionale.

 

F.V.

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