San Vittore Olona: Fedeli contesta l’aumento della mensa scolastica

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    Il Patto Civico per San Vittore Olona: “Quali ragioni dietro alla crescita delle tariffe?”

     

    SAN VITTORE OLONA RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO

     – L’Amministrazione comunale di S. Vittore Olona aumenta le tariffe della mensa scolastica. Un aumento, in media del 5%, che incide in modo rilevante soprattutto sulle famiglie con reddito più basso e su quelle con più figli, considerando, per queste ultime, che non sono più previste detrazioni per numero di figli. L’aumento porta a un esborso per bambino di circa 50/60 euro all’anno, che semplicemente raddoppia o triplica in caso di più figli frequentanti la mensa.

    Si tratta di un aumento omogeneo di 0,30 euro a pasto, che incide sia sulla tariffa minima, che da 0,70 euro (valore di reddito Isee: 6.615,91 euro) è portata a 1 euro, sia sulla massima, da 5,25 euro a 5,55 (valore di reddito Isee: 19.000 euro).

    Si consideri che la tariffa massima (5,55 euro), che scatta con reddito Isee familiare di Euro 19.000, è la più alta di tutti i comuni della zona, salvo Legnano (5,64 euro), dove però si applicano ancora le fasce e scatta con reddito superiore a 30.000 euro.

    Il motivo di tale aumento non viene spiegato dal Sindaco. Anzi. Si tenta di scaricare la responsabilità della determinazione dei valori Isee e delle tariffe sui comuni dell’ambito, affermando che si tratta di un’attuazione obbligatoria di accordi presi tra tutti i comuni, nel contesto del tavolo politico del Piano di Zona.  Tanto si legge già dall’avviso ufficiale sulle modalità di attribuzione del costo pasto in questi giorni pubblicato.

    Senonché, quanto affermato non corrisponde al vero. L’unico accordo assunto dai comuni dell’Ambito riguarda il nuovo regolamento Isee, dove si introduce il metodo della progressione lineare, tra un valore di reddito minimo e uno massimo, superando il precedente sistema delle fasce di reddito. Ma, come stabilisce lo stesso regolamento all’art. 34, sono le giunte dei singoli comuni a determinare i valori minimi e massimi di reddito Isee e le tariffe. Vi è solo l’impegno a giungere auspicabilmente a una applicazione del regolamento condivisa, tentando di individuare valori e tariffe omogenee per i diversi servizi. Si sta, in effetti, cercando nei tavoli tecnici di verificare questa possibilità, ma non si è giunti ancora a nessuna determinazione condivisa dai comuni al tavolo politico di Zona. Prova ne è che ogni comune dell’ambito ha proprie tariffe, come detto inferiori a quelle ora applicate da S. Vittore Olona, e non tutti hanno ancora attuato il nuovo regolamento, perché appunto si preferisce attendere la conclusione del lavoro avviato sulle tariffe, che vuol dire considerare attentamente, attraverso simulazioni, l’impatto sulle famiglie della scelta dei valori di reddito da inserire nel nuovo metodo di calcolo.

    L’aumento si presenta ancor più ingiustificato se si considera che si sta andando verso un nuovo appalto del servizio mensa, con possibilità per il comune stesso di indicare i nuovi costi da porre a base di gara e di ottenere, nel confronto concorrenziale, sconti sulle offerte, salvaguardando requisiti e criteri per garantire la qualità del servizio e al contempo un contenimento dei costi, che poi incidono sulle tariffe.

    Insomma, se giustificati, soprattutto per garantire una maggiore qualità del servizio mensa, gli aumenti ci possono anche stare, ma non è accettabile che poi non si assuma la responsabilità della relativa decisione, scaricandola su inesistenti accordi tra comuni, e che non si spieghino le reali ragioni degli aumenti.

    In ogni caso, deve sempre considerarsi l’impatto che la scelta di aumento ha sulle famiglie, tenendo conto degli altri costi che già gravano su di esse e sulle situazioni di difficoltà che sempre più si allargano colpendo anche il ceto medio. Occorre quanto meno, nell’applicare il nuovo regolamento Isee, fissare tariffe e valori idonei a non gravare eccessivamente le famiglie con reddito più basso e, come detto, quelle con più figli, considerando che nel nuovo Isee le scale di equivalenza per calcolare il reddito familiare, pur se lievemente migliorate per le famiglie con tre o più figli, non restituiscono i pesi che effettivamente rappresentano i figli all’interno delle spese famigliari.

     

    Avv. Alberto Fedeli

    Capogruppo consiliare per la lista “Patto civico per San Vittore Olona”

     

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