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San Vittore Olona: alla Casa Famiglia un collegamento speciale con il Canada

L'abbraccio a distanza tra mamma Franca e papà Franco con il figlio Lorenzo, docente all'università di Ottawa

SAN VITTORE OLONA – ‘Meno farmaci e più attenzione per le persone, soprattutto offrendo loro tanto amore in tutti i modi possibili’. Una filosofia che spiega bene Carmen Colombo Galli, coordinatrice della Casa Famiglia di San Vittore Olona. Dentro a questa “ricetta” solo all’apparenza semplice che viene declinata quotidianamente all’interno della struttura socio sanitaria del gruppo Fondazione Mantovani Sodalitas, si colloca di diritto la “corrispondenza a distanza” attraverso l’ausilio dei nuovi media che da tempo la signora Franca e il signor Franco hanno con il figlio Stefano docente all’Università di Ottawa in Canada.

 

 

 

 

E così il collegamento via Skype sta diventando una piacevole consuetudine. Stefano Garlappi, infatti, da tempo vive lontano dall’Italia con la sua famiglia – ha completato i suoi studi negli Stati Uniti e attualmente insegna per il dipartimento di Economia e Finanzia dell’ateneo canadese –  e quindi, questo sentire e vedere i suoi cari a distanza è diventato un momento speciale. Che vale anche un’alzataccia. Quando viene organizzato il collegamento in Canada è l’una e mezza di notte e Lorenzo ha trascorso la sua giornata in Università tra una lezione e un seminario organizzato dal suo dipartimento.  La signora Franca Paroni 86 enne quasi ha un sussulto quando sente la voce del figlio. Per lei ha lo stesso effetto di una terapia non farmacologica. Dall’altra parte, insieme alla signora tanti altri ospiti e operatori della Casa Famiglia. “Ciao Prof.!” perché Lorenzo qui è per tutti “Il prof. che ha fatto carriera”.  “Come stanno la mamma e il papà?” è la prima domanda che arriva da oltre Oceano. E poi un buon quarto d’ora di conversazione in cui si parla un po’ di tutto.

 

 

 

 

“Oggi – informa Roberto uno degli animatori della Casa Famiglia – avremo un pomeriggio intenso con la ‘palestra della mente’. Organizzeremo diversi giochi cognitivi, tra cui un mega cruiverbone. E poi qui questa notte è arrivata anche una spruzzatina di neve”. Lorenzo è contento e risponde che in Canada dove le temperature sono di solito piuttosto rigide, per ora l’inverno è stato clemente. Prima di congedarsi domanda delle condizioni di salute del papà Franco che non ha potuto partecipare al collegamento perché si è preso una bella influenza. “Ma sta già meglio” lo tranquillizza Carmen Colombo Galli. Il saluto si trasforma in un grande abbraccio corale a distanza. Ma non è finita qui. Già perché il collegamento con il Canada, altro non è che un’ulteriore applicazione pratica del progetto “Tutti in piazza” avviato oltre un anno e mezzo fa con la collaborazione di Regione Lombardia, di Fondazione Comunitaria Ticino Olona e Auser. “L’obiettivo di questo progetto pilota avviato nel 2017 – spiega Carmen Colombo Galli – e al quale abbiamo aderito fin da subito, è quello di mettere in rete le diverse Case di riposo del territorio così da condividere esperienze e iniziative. In media ci si ritrova una volta al mese, ma in realtà il collegamento è libero”. E, infatti, sul display appaiono gli ospiti delle RSA di Origgio, di Legnano, e la San Remigio di Busto Garolfo/Canegrate. “Perché il condividere, il parlarci tra noi è importante e rientra appieno nell’idea di una casa aperta e che vive in sintonia con il territorio” conclude ancora la Galli.

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