Salvini: ‘Ci vorrebbe ritorno della leva obbligatoria’. Ma sui social prevale il no

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    ROMA – No alla reintroduzione della leva obbligatoria, anche perchè non sarebbe un modo per educare i nostri giovani alla riscoperta del senso del dovere. La proposta rilanciata anche ieri dal ministro dell’Interno e segretario della Lega, Matteo Salvini, finora sembra riscuotere più pareri contrari che favorevoli, stando almeno al sondaggio lanciato via Twitter dallo stesso leader del Carroccio.

    “Reintrodurre il servizio militare e civile per ricordare ai nostri ragazzi che, oltre ai diritti, esistono anche i doveri. Siete d’accordo?”, chiede il vicepresidente del Consiglio. Annamaria Mancuso risponde entusiasta “Subito! Senza neanche pensarci due volte”, perchè “così l’Italia inizierà di nuovo ad avere uomini e non fighettini rammolliti, che vivono di cellulare e social!”.
    “Le donne -le risponde a stretto giro Michael Moschini- ovviamente sono d’accordo visto che loro non l’hanno mai fatto”. Un utente che si firma ‘Per aspera ad astra’ contesta invece che il servizio militare obbligatorio possa essere una scuola di dovere civico: “Si vede -scrive rivolgendosi al leader leghista- che lei non ha idea di cosa sia la leva militare…. scuola per eccellenza di come evitare i propri doveri e fabbrica di fannulloni…”

     “All’amico Salvini ricordo che esiste già, per una legge voluta da me da ministro della Difesa del governo Berlusconi, la possibilità di far vivere ai giovani che lo desiderano, la vita militare per tre settimane. Prima di discutere di leva obbligatoria il governo potrebbe tornare a finanziare questa legge che la sinistra ha smesso di utilizzare e far partire subito con poca spesa qualche migliaio di giovani entusiasti di quella che fu definita la mini naja. Avrò poi modo di illustrare a lui e a Giorgetti le eventuali future modifiche da me proposte per allungare a 40 giorni (magari da svolgere durante le vacanze estive) e rendere, con crediti e incentivi, la partecipazione molto appetibile ai giovani. Mai però in forma obbligatoria che sappiamo crea in molti solo disamore se non peggio”. Lo dichiara Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato.

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