Politica

Roma Capitale

Ascoltando la vocina monotona, di chi ha imparato la lezione a memoria, del ministro Boschi affermare che Marino è sicuramente una persona perbene ma non basta essere perbene per amministrare viene da chiedersi, spontaneamente, perché. Perché non basta? Allora, se Marino è una persona perbene e l’essere perbene non basta se ne deduce che tutti coloro che amministrano sono oltre che perbene anche altro. Altro cosa al perbene? Vediamo gli attributi di Marino: persona intelligente, professionista riconosciuto, uomo perbene. Ma non basta. Essere onesti, che si incista nel perbene, non basta. Ci vuole dell’altro. Ora, gli attributi dell’altro, quell’altro dichiarato ma lasciato lì come masso erratico, sono contrari al perbene. Forse che può essere un mascalzone perbene? Se fossero i mascalzoni perbene, il perbene non sarebbe più perbene. Ogni tanto ripassare Aristotele aiuterebbe anche a chi scrive per il ministro. La tragedia sottaciuta che si consuma nel nostro paese sta in quell’altro non definito ma lasciato lì come seguito necessario al perbene che non basta per fare politica. Non basta essere intelligenti, non basta essere professionisti riconosciuti nel mondo (il chirurgo Marino operava in USA), non basta essere perbene. Ci vuole altro. Ed è proprio per quell’altro, quel non qualificato altro, che l’Italia è naufragata. Quell’altro che nessuno definisce ma che c’è e sommerge una persona perbene, la politica perbene, la nazione perbene. (Non ho alcuna simpatia politica per Marino, ma i suoi attributi intellettuali sono un fatto. Fatto che è sufficiente a farne di lui il capro espiatorio). Vergogna, e tristitia.
Emanuele Torreggiani

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