Roghi in Lomellina, i deputati del Movimento 5 Stelle lanciano l’allarme

    18

     

    MILANO – I deputati M5S Romaniello e Nanni e il consigliere regionale M5S Verni sono da ieri in costante contatto con la Prefettura di Pavia che sta coordinando gli interventi sul sito della Eredi Bertè, di stoccaggio rifiuti sotto sequestro dal Settembre dello scorso anno, quando andarono a fuoco circa 12.000m3 di materiale combusto.

    Romaniello dichiara: “Ieri pomeriggio, è divampato un nuovo incendio nell’area della Eredi Bertè, le cui cause sono ancora da accertare. Vogliamo ringraziare i vigili del fuoco di Mortara, Vigevano, Robbio e Mede, i carabinieri, il personale medico del 118 e tutti coloro che si stanno spendendo per domare questo nuovo rogo che, ancora una volta, espone la cittadinanza Lomellina a un pericolo ambientale e sanitario. Chi vive nelle zone altamente inquinate ha il 9% in più di possibilità di contrarre un tumore rispetto alla media nazionale, da 0 a 20 anni di età. Stando allo studio Sentieri dell’Istituto superiore della sanità, che riguarda dati raccolti dal 2006 al 2013, “l’eccesso di incidenza rispetto a coetanei che vivono in zone considerate ‘non a rischio’ è del 62% per i sarcomi dei tessuti molli, 66% per le leucemie mieloidi acute; 50% per i linfomi Non-Hodgkin. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa sta preparando provvedimenti urgenti ed efficaci per intervenire su queste situazioni.”

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Nanni, membro della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati dichiara: “Siamo in attesa di conoscere l’entità del danno ambientale e degli esiti dei monitoraggi fatti da ARPA. La preoccupazione è forte dato che la ricaduta a suolo di diossine, metalli pesanti e sostanze tossiche in aree sostanzialmente agricole, può ulteriormente compromettere la già precaria situazione ambientale della Lomellina. Ci si domanda se questo ennesimo rogo poteva essere evitato: se, ad esempio, si fosse provveduto ad ordinare la rimozione dal sito del materiale andato fuoco a settembre dello scorso anno, oggi forse non assisteremmo ad un ennesimo scempio ambientale. Dopo 14 roghi in un anno, avvenuti tutti in provincia di Pavia, gran parte dei quali presso impianti rifiuti ed alcuni ripetutisi presso lo stesso impianto (vedi anche il caso Aboneco), non possiamo più permetterci lentezze istituzionali, nè carenze di controlli o tentennamenti d’azione. Anche la politica puó e deve fare la sua parte, per questo sto preparando in Commissione Ambiente un dossier sulle urgenze ambientali del nostro territorio da consegnare al Ministro Costa, nonché con i colleghi di Commissione stiamo predisponendo un progetto di legge sul danno ambientale.”

    Simone Verni dichiara: “Ho predisposto una richiesta ad ARPA per verificare i parametri delle sostanze tossiche riscontrate non solo nell’aria ma ricadute al suolo. È fondamentale in questi casi procedere ai monitoraggi a terra nei punti attraversati dalla colonna di fumo per verificare l’effettivo danno ambientale. Al contempo chiederò ad ATS Pavia se hanno valutato di emettere una disposizione di divieto di consumo di prodotti degli orti e coltivazioni sull’area.”

    Articolo precedenteBernate Ticino: 50enne annega nel Naviglio Grande
    Articolo successivoMatteo Salvini, nomadi e Grande Fratello- di Andrea Pasini