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Robecco: addio a Romeo Mantovan, una morte che lascia sgomenti

Muore a 56 anni il noto ristoratore robecchese, che con la famiglia gestisce da anni la trattoria El Guascoro di via Adua

 

ROBECCO – “E’ morto il Romeo”.

Sferzante, terribile, glaciale, la notizia della morte di Romeo Mantovan, 56 anni, titolare assieme alla sorella Costanza (e prima ancora, da decenni, con gli affezionati genitori Guido e Assunta) del ristorante trattoria da Guido, poi divenuto trattoria El Guascoro (acronimo di Guido, Assunta, Costanza e Romeo), in via Adua. Il ritrovamento risale a questa mattina, nel suo appartamento.

Il suo ristorante è stato quello dove per anni, mentre tornavamo da scuola all’ora di pranzo, la coda dei camion (specie della Coca Cola) attestavano che in quel posto ‘sa mangeva ben’, come si dice dalle nostra parti.

Romeo è morto nella notte tra ieri e oggi, improvvisamente, per un malore a quanto filtrato dalle prime notizie.

Unanime il cordoglio e soprattutto la tristezza tra le centinaia di robecchesi che negli anni sono stati ospiti del suo locale, con quei tavoli e quelle panche che negli anni 80 e 90 ti proiettavano in un’atmosfera alla Happy Days.

Assieme ad altre famiglie, come gli Oggioni di Castellazzo, i Mantovan si sono dedicati con enorme passione a una delle attività più dure- la ristorazione- da tempo immemore.

Di Romeo ricorderemo per sempre l’eleganza del gesto, la sua passione per i dettagli e la precisione, quell’amore senza aggettivi che leggevi e leggi negli occhi di chi serve i clienti non certo e non solo per il giusto tornaconto economico, ma perché cucinare e servire dei piatti è la propria vita.

E come non ricordare che quel modo di ‘fare’ ristorazione era la prosecuzione ideale di quello preso in eredità da Guido Mantovan, con le sue camice bianche e i gilet blu, e dalla mamma Assunta, silenziosa ma inesauribile presenza in cucina. Con quel cognome che ovviamente ‘parlava’ di origini venete, la cifra distintiva dei Mantovan è sempre stata solo una: lavoro, lavoro, lavoro. Lavoro a cui Romeo aveva accompagnato negli anni due passioni: la bicicletta, con l’adesione al Bugno Club fondato dal suo amico di lunghissima data, Ennio Rondinini, e la politica con la militanza, a partire dagli anni Novanta, nella Lega Lombarda-Lega Nord, specie ai tempi in cui il segretario era Angelo Maffi.

Scherzavamo con e di Romeo perché, nel caso si volesse assaggiare una delle sue pizze, bisognava andare presto, prestissimo diciamo.. Ma era- anche quella- una forma di personale dedizione a ‘quella idea di ristorazione’.

Romeo Mantovan era un fuoriclasse nella cucina ittica e di pesce. Ricordo ancora, con immenso piacere, la cena pagata per scommessa (persa) da un altro amico che non c’è più, l’ex vicesindaco Fabrizio Lalatta, perché la Lega del golden boy Renato Terraneo aveva superato i 1000 voti in paese.

C’eravamo io, Luigi Morani, Renato e Fabrizio e non so chi altro. Alzate di salmone, pesce crudo ed altre leccornìe facevano bella mostra, nella sala riservata dove Romeo aveva veramente dato il massimo.

Adesso resterà solo la sorella Costanza, chiamata ad un compito davvero difficile (ma onorevole): portare avanti una tradizione di famiglia che ha un valore incommensurabilmente più alto di una semplice attività economica.

Ciao Romeo, sarà del tutto impossibile dimenticarti. La nostra Robecco, di certo, non lo farà mai.

Fabrizio Provera

 

 

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