Rivoluzione contro Restaurazione

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    La profonda crisi istituzionale in cui versa il nostro Paese, ancora di più dopo il ‘colpo di mano’ di ieri sera operato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per chi guarda oltre la contingenza (drammatica) del momento, rischia di avere serie ripercussioni sullo scenario politico nazionale (e non solo) dei prossimi anni.

    Di fatto, dopo quando accaduto, è tutta da vedere la possibilità che esista ancora una coalizione di Centrodestra nel Paese.

    E’ più facile pensare, ad un scontro in atto tra ‘sovranisti’ o ‘populisti’ – o come li volete chiamare – e quelle che a seconda dei punti di vista possono essere definite come le ‘forze responsabili‘ o della restaurazione. La partita dei prossimi mesi si giocherà su questo nuovo terreno: ‘rivoluzione’ contro ‘restaurazione’. Se fino a qualche mese fa, pensare ad una coalizione composta da Lega, Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia, poteva sembrare pura fantasia, o frutto di un colpo di sole fuori stagione, adesso, è lì nelle cose. Si legge tra le righe. Così come sono fin troppo evidenti le convergenze parallele tra il ‘riabilitato’ Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. Un innamoramento che viene da lontano. Iniziato col ‘patto del Nazareno’, ma poi rimasto sempre sotto traccia. Pronto a tornare alla ribalta. 

    In buona sostanza, i cosiddetti ‘moderati’ – usciti sconfitti dalle ultime elezioni politiche e che hanno continuato a perdere nelle successive elezioni regionali di Molise, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta – fanno gioco di sponda e provano, con l’aiuto del presidente della Repubblica, a mettere in campo un fuoco di sbarramento rispetto a quella che, piaccia o no, era stata la volontà popolare espressa lo scorso 4 marzo. Ora, lo scenario, parrebbe fin troppo chiaro.

    Anche se ci sono tanti ma, e soprattutto è altissima la posta in gioco. Nel caso di un’alleanza politica Lega – 5 Stelle, cosa accadrà alle amministrazioni regionali senza dimenticare diversi comuni importanti – alcune fresche di nomina, vedasi in primis Lombardia e Friuli Venezia Giulia – dove il Centrodestra governa nella sua forma tradizionale? Sarà interessante poi capire la posizione che assumerà Fratelli d’Italia.

     

    Il partito di Giorgia Meloni, dopo una serie di contatti, è rimasto fuori dal mai nato governo ‘Giallo Verde‘ , ma le dichiarazioni – durissime – che la leader di FDI ha rilasciato ieri sera all’indirizzo di Mattarella, pongono più di un interrogativo sul perché il partito della destra italiana non dovrebbe aderire a questo nuovo polo ‘sovranista’.  Le prossime settimane, saranno molto interessanti per capire se quello che oggi appare bianco o nero, rimarrà tale anche in seguito o se,  come capita spesso nel nostro Paese, tornerà ad essere grigio sfumato. Magari grazie all’azione occulta di qualche vecchia volpe della politica che in tanti hanno dato per morta troppo presto…

    Fabrizio Valenti

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