Ristoratori esasperati sotto Palazzo Lombardia: “Siamo allo stremo”

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    MILANO – “Siamo stanchi e stremati”. Lo ripetono quasi come un mantra i ristoratori lombardi, circa una cinquantina, riunitisi questa mattina per protesta sotto la Regione Lombardia. Si rivolgono al governatore Attilio Fontana, ma non solo, anche ai sindaci delle citta’ e al nuovo premier Mario Draghi: “Siamo al terzo mese del 2021 e mancano ancora i ristori del 2020- spiega Alfredo Zini, storico ristoratore milanese- vogliamo sapere come richiederli, visto che ci sara’ una piattaforma nuova. Questa cosa ci preoccupa”. Non solo sostegni economici ma anche riforme strutturali, “come una moratoria della legge Bersani sulle prossime aperture”, spiega Zini, e intensificando magari “i controlli sul territorio, visto che stiamo assistendo a un crescente abusivismo di Stato”.

    La protesta di quest’estate dei ristoratori e quella di oggi in evidenza sotto Palazzo Lombardia

     

    In troppi, per il ristoratore “entrano sul mercato senza rispettare le regole, mettendo in difficolta’ tutto il mondo dei pubblici esercizi”. Servono dunque “piu’ sanzioni”, e dato che “cinque giorni di chiusura non bastano”, tutti quanti “si devono far carico delle proprie responsabilita’ nel far rispettare le regole”

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