Riceviamo & Pubblichiamo. PS di Legnano: un’odissea. La testimonianza- denuncia dell’avvocato Roberto Morlacchi

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RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO DA LEGNANO – Questa la vicenda patita il giorno 16.08.2022.

Alle ore 10,10 accesso al Triage del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Legnano , accettazione ed attribuzione di “codice verde” alla paziente.

Passa il tempo  ed alle ore 21,35 , dopo che dal codice verde  alla paziente viene attribuito il codice “giallo” ,  finalmente la visita da parte di un medico del Pronto Soccorso.

In sintesi la paziente ha atteso 11 ore e venti minuti prima di essere visitata.

Non si pensi ad un caso isolato, almeno altre  7 persone hanno sopportato attese simili per le prestazioni di Medicina in quanto dalle ore 10,10 alle ore 21,35 nessun paziente che necessitava di tale specialità è stato chiamato a visita. Tutti in sala di attesa.

Nel frattempo moltissime persone chiedevano al Triage notizie di pazienti giunti al Pronto Soccorso nei giorni precedenti, anche 2 o tre giorni, e  gli veniva risposto che appena si fosse,  liberato un letto sarebbero stati trasferiti  in reparto.

La paziente di cui si parla non era in grado di camminare autonomamente, provvedevo quindi ad accompagnarla all’interno del pronto soccorso.

Quì ogni spazio possibile era occupato da letti ove stazionavano i degenti , alcuni anche sulle barelle perchè i letti erano tutti occupati.

Precisiamo da subito una cosa importante , nulla da dire sull’operato e la professionalità degli operatori sanitari, dagli infermieri ai medici,  che non hanno alcuna responsabilità in ordine ai disservizi, imputabili ad un modello  organizzativo della sanità che non funziona , altrimenti non avremmo attese così lunghe per prestazioni di pronto soccorso.

Non è possibile che un utente mediamente attenda 6-7 ore, con punte di 12,  per essere visitato  da un medico, questo non è dare un servizio di Pronto Soccorso.

I cittadini hanno diritto di vedere soddisfatta  la loro legittima richiesta di cure in tempi ragionevoli , se ciò sistematicamente  non accade occorre chiedersi quale siano le ragioni.

Non dobbiamo poi sottacere che lo stress al quale sono sottoposti gli operatori sanitari  dovuto al carico di lavoro che ognuno di loro è chiamato ad evadere, talvolta in una situazione di tensione generata dalle lunghe attese, può essere foriera di errori.

Ma la vicenda ha un ulteriore aspetto paradossale.

La paziente viene dimessa il giorno successivo e gli viene prescritta una risonanza magnetica urgente da effettuarsi entro le 72 ore.

L’Ospedale di Legnano non ha disponibilità  di effettuare la risonanza magnetica  con il Servizio Sanitario Nazionale nelle 72 ore  , così come tutti gli ospedali  della zona , al contrario privatamente  , pagando circa 150 euro  la disponibilità per la risonanza ci sarebbe  nei tempi richiesti.

Anche questo aspetto andrebbe indagato.

Tiriamo le fila di un discorso forse lungo ma necessario.

Abbiamo un pronto soccorso che non è in grado di soddisfare i bisogni degli utenti in tempi ragionevoli, e la situazione peggiorerà vista la chiusura dei servizi di Pronto Soccorso di Ospedali in Comuni vicini a Legnano.

Abbiamo un Ospedale bellissimo ma che è carente di posti letto ed i pazienti rimangono per giorni ricoverati al Pronto Soccorso.

Abbiamo il vecchio Ospedale vuoto ed abbandonato da oltre 10 anni, forse dismesso troppo in fretta , sorge il dubbio che  qualcuno abbia  sbagliato a far di conto se ora i posti  letto mancano .

 Sopra il vecchio ospedale di Legnano

Abbiamo liste di attesa per prestazioni diagnostiche specialistiche che superano l’anno, non siamo in grado di soddisfare le urgenze, costringono i cittadini ( quelli che possono) a ricorrere a prestazioni a pagamento.

Oggettivamente questo modello di sanità non risponde ai bisogni dei cittadini ed i costi di una carenza di servizi non può gravare sugli stessi.

Invito tutte le forze politiche a farsi carico di tali questioni, a porre in cima alla loro agenda la questione ” Sanità”,  ad impegnarsi a  potenziare il servizio di Pronto Soccorso  ed a creare le condizioni affinchè le liste di attesa per visite ed esami si dimezzino.

Le opere faraoniche possono aspettare prima pensiamo alla sanità ed al soddisfacimento dei bisogni primari e costituzionalmente garantiti dei cittadini.

 

 

Avv. Roberto Morlacchi

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