Rescaldina: non c’è pace per il monumento ai Caduti

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    RESCALDINA – “Ai rescaldinesi combattenti tutte le guerre”. La dedica è chiara. La funzione del monumento su cui la scritta è apposta pure. Via Pozzi, centro di Rescaldina: quel monumento, una sorta di frammento di storia nella storia perché sorge all’interno del giardino intitolato ad Anna Maria Mozzoni, giornalista e militante dei diritti civili che proprio a Rescaldina ebbe la nascita. Su quel monumento qualcuno ha voluto lasciarci il suo “autografo” non proprio richiesto e non proprio indimenticabile come invece lo sono i caduti grazie ai quali l’Italia ha potuto riassaporare la libertà e tenere alta la testa contro ogni totalitarismo.

    Tra scritte di difficilissima decifrabilità e una bidichiarazione d’amore rivolta a due ragazze da parte di chi evidentemente non sa (o non sapeva) decidersi per un affetto o per l’altro quel monumento è stato preso d’assalto non soltanto nella sua consistenza lapidea, ma soprattutto in quanto rappresenta.

    Perché affidare messaggi talora anche di dubbio gusto alla pietra di un simbolo della storia che ricorda come la libertà sia un valore troppo importante per essere gettato via in futilità? Ecco, vi è una libertà che ha insegnato. E ve ne è una, quella di chi ha scritto su quel monumento, che di quell’insegnamento non ha raccolto davvero alcunché.

    Cristiano Comelli

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