Rescaldina, il passaggio da Auchan a Conad tiene con il fiato sospeso l’Amministrazione

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    RESCALDINA – La preoccupazione c’è e non la nasconde. Ma, al contempo, non tengono neppure celata la determinazione a dare tutto il contributo possibile affinché non vi siano contraccolpi drammatici. L’amministrazione comunale di Rescaldina tiene le antenne ben puntate sulla questione del passaggio del centro commerciale Auchan a Conad. Un discorso che, come  è naturale che sia, in paese ha suscitato ampie discussioni con il coinvolgimento di più voci, dalle forze politiche a quelle sindacali unite in un medesimo proclama: non bisogna lasciare alcunché di intentato affinché questo mutamento non si traduca in un sacrificio di posti di lavoro.
     “Siamo in costante contatto con Auchan e Conad – dice il vicesindaco Enrico Rudoni  – e naturalmente la paventata situazione dei tagli al personale ci vede molto sensibili. Siamo certamente sconcertati dallo scenario di riduzione di posti di lavoro che si potrebbe profilare e vi è anche un’altra considerazione da fare, perché da una parte si parla di tagli e dall’altra vi sono richieste di ampliamento, è una questione da valutare con il massimo impegno e noi come amministrazione siamo naturalmente disponibilissimi a interfacciarci con la proprietà per analizzare possibili scenari per evitare la perdita di posti di lavoro preziosi”.  
    Il ruolo che il centro commerciale Auchan ha avuto e continua ad avere per il tessuto territoriale rescaldinese e per i comuni contermini riposa su dati di fatto di affluenza. Ma anche sulla considerazione che la sua presenza si traduce in opportunità lavorative di vitale rilevanza in un contesto delicato sul piano occupazionale a livello generale e nelle declinazioni locali. E la questione, lungi dall’investire soltanto l’aspetto economico, coinvolge più complessivamente la dignità e le ovvie esigenze autorealizzative di chi lavora. Il che esige evidentemente di intrecciare le esigenze della produzione e della gestione economica con quelle dell’occupazione. Sfida mai semplice ma doverosa da affrontare.
    Cristiano Comelli         
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