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Rescaldina, il Comune riflette sui beni confiscati alla criminalità

 

RESCALDINA  – Un tempo “ostaggio” della criminalità organizzata, si apprestano a ritornare a nuova vita assumendo finalmente una funzione sociale a beneficio del comune. L’amministrazione comunale di Rescaldina ha fatto il punto sul patrimonio dei beni confiscati alla criminalità che ammonta a due immobili: uno in via Barbara Melzi 144 e l’altro in via Saronnese 31. In quest’ultimo caso il locale figura come composto da diversi subalterni destinati a molteplici funzioni,  uno alla ristorazione, uno a uso abitativo e cinque a box. L’amministrazione comunale del sindaco Gilles Ielo ha voluto mettere i puntini sulle i “alla luce – si legge in una nota- delle informazioni emerse circa i beni confiscati alla criminalità organizzata e ai chiarimenti richiesti da alcuni cittadini”.
La ricognizione è stata svolta di concerto con l’associazione “Libera” impegnata da anni a fronteggiare a suon di iniziative e mobilitazioni la criminalità organizzata .  Oltre agli immobili confiscati, specifica il comune, il riferimento è “alle aziende destinate , ovvero quei beni per i quali le procedure sono già giunte al termine e dunque è stato possibile procedere alla destinazione per finalità istituzionali e sociali”.
Cristiano Comelli

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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