Repubblica degli asini

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    Tullio De Mauro, il grande linguista, quindi umanista, è morto. Raggiunge suo fratello Mauro De Mauro, grande giornalista assassinato dalla mafia (così si dice quando non si sa cosa dire) lavorava al quotidiano L’Ora di Palermo e si stava occupando, per la seconda volta in carriera, della morte di Enrico Mattei il fondatore dell’ENI. Tullio, come il fratello, mostrava ironia espressa con un disincantato sferzante sorriso come quando, da ministro, in quel tono che impasta vis comica e pietas disperante che solo il siciliano autentico e colto sa impostare, disse che “Siamo la Repubblica degli asini, duri e puri, degli analfabeti di concetto, di concorsi, di condominio, da passeggio e da web. Passano gli anni ma restiamo sempre stupiti della mostruosa cifra dei concittadini incapaci di comprendere o persino di leggere una frase che non sia un periodo semplice (soggetto+ predicato + complemento)”… Eccoci in queste parole che spogliano tanto quanto il vento che ha pulito gli alberi mostrandone l’essenza intima, nuda e casta, ma salda dentro il cielo e disegnando così una lingua senza voce che chiama, i rami vanno e vengono, ad un disegno grande e ancora più vasto. Pure la miseria tracima, ed a lungo stasera, si è atteso che il servizio pubblico, RAI e quello Mediaset definito strategico, si occupasse di MontePaschiSiena enunciando la lista dei nomi che hanno avuto avuto e si sono scordati o’ passato, come suonerebbe paisà. Niet.

    La nostra Pravda tace. Il solo TG7 ha riproposto l’argomento, argomentando che sarebbe una bella cosa che si sapessero i nomi dei beneficiati. Sarebbe una buona cosa, scrive il sottoscritto, se un qualche partito facesse una interrogazione ad hoc al ministro delle finanze o anche al Presidente del Consiglio visto che poi l’abisso si colma con pubblico danaro. Ammesso sia possibile colmare un abisso. Non credo visto che i vertici che hanno fallito lì sono e lì stanno. Purtuttavia la banca ora è dello stato, ma li sono e lì stanno i vertici, come fossero privati e con gli emolumenti da privati mentre, al contrario ora essi altri non sono che dipendenti statali e quindi meritevoli di uno stipendio da statale. Ma nella repubblica degli asini quello che conta è il raglio. Asino non mangia asino. Scalcia. Per questo non si fanno domande. Meglio tornare al vento, agli alberi spogli, alla lingua viva. E mhqdefaultuta.

    E.T.

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