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Ragazzi scatenati fanno irruzione al liceo Linguistico di via Marco Polo

Magenta – Hanno fatto irruzione in un istituto scolastico con il solo obiettivo di creare scompiglio. Ieri mattina, lunedì, qualcuno si è stupito nel vedere decine di giovani di un istituto superiore magentino in giro per la piazza Liberazione. Erano tutti maschi. Hanno percorso le vie di Magenta per arrivare dapprima davanti alle scuole medie Baracca di via Caprotti e proseguire poi verso la sezione distaccata del Quasimodo, in via Marco Polo dove è ubicato il liceo linguistico.

“Mi sono quasi spaventata quando ho visto quei giovani – ha raccontato una ragazza che si stava recando al supermercato per fare la spesa come tutte le mattina – erano in tanti, un centinaio ad occhio e croce, e intonavano cori da stadio alzando i pugni al cielo. Sono passati davanti alle scuole Baracca e hanno iniziato a urlare, quindi si sono diretti in via Marco Polo”. A quel punto non hanno esitato ad entrare nel cortile del liceo linguistico aprendo il cancello di ingresso socchiuso. I cori sono continuati e i giovani hanno iniziato a tirare pugni sulle finestre e strattonare la cancellata mentre gli studenti facevano lezione. Solo il provvidenziale intervento di un professore li ha fatti desistere dal continuare in quella che, a tutti gli effetti, era un’azione di teppismo vera e propria.

“Quando li ho visti uscire dalla scuola mi sono nascosta dietro un’auto – ha aggiunto la ragazza che ha notato tutta la scena – confesso che ero davvero terrorizzata. Mi sono sentita vicina ad un branco di vandali scatenati. Insomma, una scena che non vediamo certo il lunedì mattina a Magenta. Una donna mi ha detto che hanno fatto tappa anche alle Einaudi di via Mazenta, sempre con l’intento di fare confusione”. Sono stati allertati i carabinieri della stazione di Magenta che si sono recati al linguistico di via Marco Polo con una pattuglia per raccogliere le testimonianze e ricostruire l’accaduto.

Una mamma è arrivata al cancello della scuola di via Marco Polo per cercare di capire cos’era successo: “Mi sono sincerata che fosse tutto tranquillo”, ha detto. Per fortuna non sono andati oltre le urla e gli schiamazzi. Resta la domanda alla quale sarà difficile dare una risposta. Perché quei ragazzi, tutti studenti con lo zainetto in spalla, hanno deciso di passare una mattinata facendo confusione negli altri edifici scolastici di Magenta? Noia o voglia di trasgredire in maniera folle sono le sole risposte che ci sentiamo di dare.

Graziano Masperi

 

Fabrizio Provera

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